Dieta e gravidanza: grazie a Montasio Dop il formaggio non è più proibitivo.

La gravidanza è sicuramente uno dei periodi più intensi ed emozionanti nella vita di una donna ma anche di tutte le persone che la circondano. La salute del nascituro dipende strettamente da quella della madre ed una corretta alimentazione è fondamentale per un corretto sviluppo del feto, un buon esito del parto e per la prevenzione di patologie neonatali. Tutto questo influenzerà anche la crescita del piccolo per molto tempo dopo il parto.

Serve quindi portare avanti un’alimentazione equilibrata, basata sulle corrette quantità di porzioni, rispettando gli orari dei pasti.

I formaggi, di per sé, sono ottimi alimenti per una donna in gravidanza in quanto sono ricchi di proteine, minerali come calcio, fosforo e magnesio, fondamentale per le ossa della madre e la crescita di quelle del bambino, nonché di vitamine, fondamentali per il midollo osseo. Però, non tutti i formaggi sono consigliati durante la gravidanza, proprio a causa della possibilità che diventino mezzi di contaminazione.

I formaggi stagionati, infatti, sono tra quelli più facilmente assorbibili e utilizzabili. Non bisogna rinunciare al gusto e ai momenti da passare in compagnia davanti ad un pasto sano, gustoso e nutriente, in uno dei momenti più indimenticabili della propria vita. E cosa c’è di meglio se non il formaggio Montasio Dop, con le sue quattro stagionature, la sua produzione locale, tipica delle Alpi, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale, nonché il suo alto valore nutritivo dalla composizione equilibrata. Un formaggio a pasta cotta, semidura, dal caratteristico sapore morbido e delicato, equilibrato, senza eccessi, che grazie alla sua alta digeribilità si adatta ai gusti di persone di tutte le età, anche per chi è celiaco o intollerante al lattosio.

La merenda sfiziosa delle feste: panini al formaggio!

La composizione nutrizionale del Montasio Dop lo rende un alimento sano, con un alto valore nutritivo e una composizione equilibrata, adatto quindi a essere gustato da persone di tutte le età anche perché facilmente digeribile grazie al fatto che è naturalmente privo di lattosio.

Con il Montasio Fresco – formaggio molto versatile – si possono organizzare spuntini simpatici e sfiziosi per arricchire gli aperitivi o preparare deliziose merende ricche in salute per i più piccoli, come ad esempio i soffici panini al formaggio. Ecco la ricetta!

Gli ingredienti:

  • 500 grammi di farina
  • 1 bustina di lievito di birra
  • 10 grammi di sale
  • 3 cucchiaini di olio d’oliva
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 90 grammi di formaggio Montasio Dop grattugiato sottile
  • una manciata di semi di lino o sesamo
  • un tuorlo d’uovo
  • un pizzico di noce moscata

Iniziamo mescolando la farina e il lievito di birra sul piano di lavoro. Creiamo quindi un piccolo vulcano per l’impasto e al centro versiamo lo zucchero, l’olio e il sale. Mescoliamo delicatamente con le mani versando a piccole dosi l’acqua tiepida, fino a che non sarà stata tutta assorbita e l’impasto non risulterà bello compatto e morbido. A questo punto aggiungiamo i 90 grammi di Montasio Dop grattugiato, lavoriamo per bene l’impasto e lo riponiamo in un piatto coperto da un tovagliolo umido dove lo lasciamo riposare per un’ora, per dargli il tempo di lievitare. A quel punto rilavoriamo  brevemente l’impasto e formiamo un cilindro che taglieremo in dieci parti, a formare i nostri panini. Mettiamo quindi i panini in una teglia precedentemente oleata o coperta da carta da forno e li lasciamo riposare per un’altra mezz’ora mentre prepariamo il tuorlo d’uovo sbattuto con un pizzico di noce moscata, con il quale spennelleremo la parte superiore dei panini prima di metterci su una nevicata di semi di lino o di sesamo e quindi metterli in forno preriscaldato a 180 gradi se ventilato, e 170 gradi a gas, per una ventina di minuti.

Driiiinnn! Il forno ci chiama! Leggeri, gustosi, nutrienti, i nostri panini al formaggio sono pronti per abbellire la tavola delle feste, per rendere unica la merenda dei nostri bambini e dei loro amichetti o per stupire gli amici all’ora dell’aperitivo. Per decorarli prima di servirli in tavola possiamo farcirli con affettati tutti diversi, capperi, olive o fettine di uovo sodo e  contraddistinguerli usando bandierine colorate. Mmm, che fame!

 

Autore: Emanuela Valentini

Il Montasio DOP: buono per tutta la famiglia.

Il formaggio è uno tra gli alimenti con più varietà di sapori, aromi e valori nutrizionali al mondo, grazie alle diverse tipologie di lavorazioni individuate nei secoli, che rendono la stessa materia prima, ossia il latte, un nuovo alimento con caratteristiche nutrizionali adatte per ogni fascia d’età.

Il formaggio, quindi, essendo un concentrato di tutte le qualità nutritive del latte, diventa un’ottima fonte di proteine e di calcio, minerale indispensabile per i processi di crescita del nostro organismo, dalla formazione e dal mantenimento delle ossa e dei denti alla trasmissione degli impulsi nervosi, o ancora per la contrazione dei muscoli, la coagulazione del sangue e tanto altro.

Per queste ragioni, l’apporto ideale di calcio deve essere studiato con attenzione all’interno dei pasti familiari, dove i diversi componenti, con età differenti, hanno necessità diverse: il fabbisogno aumenta, infatti, nella fase adolescenziale e in tarda età.

Ma approfondiamo meglio i giusti valori nutrizionali adatti alle esigenze di ogni membro della famiglia. Per il bambino appena nato, ovviamente non esiste variante migliore del latte materno; mentre, i bambini da due anni in poi cominciano a variare la propria dieta e a provare il piacere di assaggiare alimenti diversi e più saporiti: è qui che un bicchiere di latte la mattina rimane sempre un ottimo modo per iniziare con grinta la giornata. Invece, per i pasti principali, soprattutto il pranzo, si consiglia di utilizzare formaggi freschi, ma con un alto valore di proteine ed una bassa dose di grassi. Per questo, si consiglia il Formaggio Montasio Fresco, stagionato da 60 a 120 giorni, con un sapore morbido e delicato ed un apporto di grassi inferiore rispetto alle altre stagionature, che conferisce una dose di 740 mg di calcio per 100 g di prodotto.

La fase adolescenziale, dai 10/12 anni in poi, invece è quella in cui il corpo ha il fabbisogno energetico più alto. Fondamentale diventa la prima colazione, che deve essere abbondante e ricca di diversi ingredienti, dove il latte la fa ancora da padrone, accostato a cereali, biscotti, frutta fresca o marmellata. Per garantire, il giusto apporto di proteine, durante i pasti principali è buona abitudine utilizzare porzioni di formaggio più stagionato, come il Montasio Stravecchio, perché più ricco di calcio, con 850 mg per 100 g di formaggio.

Anche con l’aumentare dell’età, in particolare dai 60 anni, è importante accrescere le dosi di formaggio. È necessario, infatti, assicurarsi sempre il giusto apporto nutritivo per potenziare lo scheletro e i muscoli, con una regola semplice: poche calorie, e via libera alle proteine e al calcio. In questa fase l’apporto giornaliero consigliato di Ca varia tra i 1200 mg ed i 1500 mg e, in quest’ottica, si consiglia una dose giornaliera di Formaggio Montasio Stravecchio, che presenta i valori nutrizionali più alti di calcio e proteine.

In ogni periodo della vita, è utile comprendere le necessità del proprio corpo, così da poter valutare con attenzione i valori nutrizionali degli alimenti che si sceglie di mettere nel piatto. Prendersi cura della propria alimentazione, con attenzione per i cibi sani e con il giusto equilibrio è fondamentale ad ogni età. Il Formaggio Montasio, naturalmente privo di lattosio e gluten free, con la sua equilibrata composizione nutrizionale tra acqua, lipidi e proteine, è la scelta ottimale per tutti i membri della famiglia e per tutte le età, grazie alla sua alta digeribilità.

 

Ricette intelligenti per contrastare lo spreco alimentare

Gettare gli avanzi è una pratica dannosa non solo per il portafoglio, ma anche per l’ambiente. Ecco perché sempre di più, si rivalutano anche in cucina quelle tecniche contro lo spreco che i nostri nonni ci hanno insegnato. Alcune ricette semplici ma creative permettono infatti di riutilizzare i rimasugli di prodotti che è davvero un peccato buttare, come gli avanzi del formaggio Montasio che rimangono nei nostri frigoriferi.

Ad esempio, se sono avanzate delle fettine di Montasio DOP, perché non utilizzarle per preparare una deliziosa crema di formaggio, ottima come condimento per la pasta o per i crostini. Basta scaldare il formaggio in un pentolino con una noce di burro, il tutto a fuoco lento, prestando attenzione che non si creino dei grumi. Appena la crema sarà densa al punto giusto, sarà pronta per essere servita in tavola.

Gli avanzi di Montasio sono ideali anche come farcitura della pizza, in questo modo il piatto si arricchirà delle proteine e del calcio del Montasio, rendendolo un piatto unico. Dopo aver grattato bene la scorza più esterna del formaggio con un coltello, tagliamo gli avanzi a dadini e aggiungiamoli ad una buona dose di mozzarella per una pizza Green, si può scegliere la farina della pasta e la passata di pomodoro in versione biologica.

Inoltre, forse non tutti sanno che le croste di formaggio sono una vera prelibatezza per arricchire brodi e minestre. Quindi dopo aver ripulito la parte esterna della crosta, tagliamolo dello spessore di circa un centimetro, meglio anche a cubetti, e aggiungiamolo al brodo, facendo attenzione a non correggere troppo con il sale, poiché si sa: il formaggio rilascia sapidità!

Non sprecare il cibo è una buona pratica che andrebbe insegnata ai bambini fin da piccoli, in quanto il valore educativo si sposa a quello economico. Basta una semplice ricetta ben studiata per far assaporare il gusto del recuperare.

Da dove nasce la fobia per il formaggio

I consigli del dott. Emanuel Mian, PhD- Psicologo/psicoterapeuta – Responsabile scientifico Emotifood.

Le fobie sono paure, intense e difficili da scacciare, che proviamo per qualcosa che non è un vero e proprio pericolo ma che percepiamo come una minaccia.
Mentre starete leggendo queste righe il vostro primo pensiero potrebbe andare al timore per i ragni o per gli aghi, paure comuni insomma, ma ben pochi penserebbero che ci sono numerose persone che temono un alimento nello specifico: il formaggio. L’innocuo latticino può quindi diventare oggetto di una fobia e rappresentare un vero e proprio “tallone d’Achille” difficile da gestire. Quel che è peggio, la turofobia (questo il nome tecnico) spesso viene sottostimata e anche derisa, rendendo ancora più difficile, per chi ne soffre, parlarne e cercare dei rimedi. Altri ancora la mascherano riferendo una sorta di allergia ma la realtà, purtroppo è ben diversa.
L’avversione per il formaggio può anche rientrare nelle fobie alimentari, ossia una repulsione verso un alimento, che spinge a evitarne qualunque tipo di contatto: mangiarlo, vederlo, toccarlo, sentirne l’odore. La sensazione di fastidio può affievolirsi magari quando a livello sensoriale non è pienamente percepito: per questo alcuni tollerano il formaggio se mascherato nelle varie pietanze e accettano più facilmente la mozzarella, diversa dagli altri latticini per forma e profumo.
E’ importante dire che le persone fobiche, sono sostanzialmente ansiose e tendono quindi a evitare le situazioni associate alla paura, ma alla lunga questo meccanismo diventa una vera e propria trappola. Infatti, la strategia principale è di evitare i formaggi, le situazioni in cui il formaggio può essere presente a tavola, ma può portare persino ad aver timore del colore giallo.
L’evitamento non fa altro che confermare nel tempo la pericolosità della situazione evitata, anche se in realtà non sarebbe accaduto nulla, e prepara all’evitamento successivo. Se evitare, diminuisce temporaneamente l’ansia, dall’altra aumenta la sfiducia nelle proprie capacità di fronteggiare la situazione e quindi aumenta il senso di inadeguatezza, specie se il timore è di portare alla bocca del semplice e buon formaggio che piace quasi a tutti!
Quel che è peggio è rappresentato dal fatto che, il timore verso gli alimenti, qualsiasi essi siano, porta ad evitare molte situazioni sociali: dal pranzo al lavoro o all’università sino a temere ad una serata tra amici, sino ad avere sintomi tipici quali la tachicardia, la sensazione di nodo in gola sino a temere il soffocamento.
Oltre a ciò, ci sono anche comportamenti particolari con tutto ciò che è venuto a contatto con il formaggio, tipo cambiare le posate che lo hanno toccato o lavarsi le mani prima di affrontare altri cibi.
Immaginare di non mangiare mai una pizza con la mozzarella sembra difficile da credere per chi non soffre di questa fobia, ma questo timore è meno raro di quanto si possa immaginare.
Ovviamente qui parliamo di fobia ma a tutti sarà capitato di avere un familiare o un amico che ha una repulsione per il formaggio. Questo, a livello sensoriale, riguarda soprattutto le donne, ed è molto presente nei bambini, specie nei confronti dei latticini dal sapore deciso, come il gorgonzola o il taleggio. Molto spesso, questo fastidio migliora con il tempo ed i piccoli imparano quindi con gli anni ad accettarne il gusto, se avvicinati ad essi adeguatamente, mentre se questa problematica permane in età adulta è difficile superare l’avversione, ma non impossibile.
Ma perché alcune persone provano emozioni molto forti verso un alimento? Beh, ovviamente non parliamo di allergia o intolleranza che sono cose ben diverse, ma di un forte disgusto, innato o indotto, che porta al rifiuto parziale o totale di quel sapore sino al punto da non tollerare l’idea di vederlo o immaginarlo sulla propria tavola. Puo’ essere presente un episodio traumatico a cui è collegato il formaggio, al quale la psiche lo associa da quel momento. Per esempio, essere stati obbligati da piccoli a finire quell’alimento, aver iniziato a mangiare il formaggio quando si era sazi ed essere costretti a portare a termine l’azione e così via..
Il gradimento o il disgusto nei confronti di alcuni cibi, può avere una predisposizione ereditaria, dato che la percezione di un sapore come quello del formaggio è gestita da almeno una trentina di geni. Può essere anche questo il motivo per cui alcuni adorano il gusto del formaggio e altri lo detestano e continuano a farlo anche se provano ad avvicinarsi a questo alimento.
Ovviamente c’è anche una componente ambientale e famigliare che può favorire o meno l’avvicinamento e il gradimento: i sapori della dieta materna raggiungono il liquido amniotico, parzialmente deglutito dal feto, e continua nell’infanzia. È stato dimostrato, inoltre, che i pasti in famiglia influenzano le scelte future rispetto al gusto. Questo significa che, se in famiglia non si consuma il formaggio, per emulazione non lo faranno neppure i piccoli di casa o lo faranno difficilmente.
L’avversione nei confronti di questo alimento, durante la crescita, può anche essere dettata da una sorta di autoregolazione dell’organismo che, quando quel cibo viene assunto in gran quantità, spinge a ricercarne altri per soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali. Un bambino, potrebbe rifiutare i secondi a base di formaggio perché il suo corpo ha più bisogno di carne o di pesce.
Il consiglio per i genitori è di lasciare una certa libertà di scelta degli alimenti e non insistere se il piccolo manifesta un’avversione, che può anche essere temporanea.
Nei casi rari in cui la fobia è tale da condizionare la quotidianità, si può pensare a un percorso di psicoterapia del comportamento alimentare, meglio se a indirizzo cognitivo-comportamentale ma che preveda sia la presenza dello psicologo che della dietista.

Ecco i miei consigli
1. Parla a te stesso per combattere la tua paura e fidati di te quando ti dici che potrai batterla
2. Leggi di cosa hai paura. Leggi ricette, articoli su diversi formaggi, abbinamento con vini ed altri alimenti ecc.
3. Inizia gradualmente e aumenta la dose gradualmente.
4. Parla della tua conquista. Sii entusiasta e di ‘a tutti quelli che vogliono ascoltare.
5. Trova idealmente qualcuno con cui puoi condividere i tuoi passi.

E non dimenticare che anche chi ti scrive, da piccolo, nascondeva il formaggio sotto al tavolo, ma ora da adulto, non ne potrebbe fare a meno!
Datti tempo… dai tempo.

Il Montasio: valido alleato nella dieta dei più piccoli.

Qualche mamma è ancora incerta nel dare o meno al proprio bambino un pezzetto di formaggio? Stop alle perplessità: il formaggio è un importante alleato della salute dei bambini, soprattutto poiché ricco di calcio, un minerale fondamentale per lo sviluppo di ossa e denti, che per essere assorbito va associato ad alimenti ricchi di vitamina D, come olio di fegato di merluzzo, pesce o tuorlo d’uovo.

Ma come garantire un adeguato inserimento di questo alimento durante lo svezzamento? Prima di tutto, in quanto ricco di proteine, il formaggio non va mai accostato a pesce, carne, uova e legumi. Il bambino può cominciare ad assumere il formaggio già dai 6 mesi di vita, ma come ogni nuovo alimento, va inserito gradualmente, sia per valutare eventuali reazioni allergiche, sia perché si tratta di un alimento ricco di grassi e di sale. Ad esempio, si può iniziare con qualche cucchiaino di formaggio grattugiato da sciogliere nella pappa. Quando il bambino ha 8-9 mesi, si può regolarmente aggiungere un paio di volte alla settimana un intero cucchiaio di Montasio fresco grattugiato nella pappa.

Il Montasio è adatto anche ai bambini che presentano un’intolleranza al lattosio, in quanto si tratta di un formaggio che dai 2 mesi di stagionatura è naturalmente privo di tale zucchero (click qui per maggior info: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/). Anche i piccoli celiaci potranno gustare il Montasio, che è privo di glutine, come dimostrato dalle ricerche di laboratorio dirette dall’Associazione Italiana Celiachia, effettuate presso il DISMA delle Facoltà di Agraria dell’Università di Milano.

Fin dalla tenera età, il Montasio è quindi un valido alimento da inserire nella dieta dei propri figli, magari come merenda in un irresistibile mini-panino.

Forma, colore e sapore: semplici trucchi per far mangiare le verdure ai bambini.

La maggioranza dei bambini, si sa, non ama le verdure, e spesso non le vuole neanche assaggiare. Ricorrere a qualche trucchetto può essere utile per presentargliele in modo accattivante e garantirsi così che seguano un’alimentazione varia e sana.

Un’idea è quella di preparare piatti che contengano altri ingredienti capaci di mascherare forma, colore e sapore delle verdure. Ad esempio, i tortini con formaggio Montasio e cubetti di patata, zucchina e carota, preparati con i pirottini in silicone a forma di animale, sono una tentazione irresistibile anche per il bambino più “verdurofobo”. Inoltre, l’alto contenuto di proteine, calcio e vitamina A presente nel formaggio Montasio apporta valori nutrizionali importanti per lo sviluppo della struttura ossea dei più piccoli ed essendo privo di lattosio (dai 60 giorni di stagionatura) è indicato anche per i bambini intolleranti a questo alimento.

Un’altra strategia che si può tentare per invogliare i bimbi a mangiare le verdure è quella di inventare storie simpatiche che abbiano come protagonisti proprio i vegetali. La “Super Carota”, il “Broccolo parlante” e la “Fragolina dispettosa” risulteranno così simpatici agli occhi dei piccoli che saranno loro stessi a chiedere di rivederli presto.

Infine, se si possiede un piccolo orticello si può coinvolgere i bambini nella coltivazione delle verdure, conoscerne l’origine e vederne la crescita invoglierà i piccoli ad assaggiarle.

L’importante è sempre evitare di obbligare i bambini a mangiare le verdure controvoglia, perché il rischio è quello di fargliele odiare per lungo tempo. Alle volte un pizzico di creatività è molto più convincente di un’imposizione!