Conversazioni al ristorante su Montasio e celiachia 

Ultima sera di vacanze in Friuli Venezia Giulia, Marika e la sua famiglia avevano optato per San Daniele in un ristorante che avevano notato per strada, andando verso Udine.

Vista la fila, avevano deciso di prenotare per assaggiare le tagliatelle panna e crudo, con una spolverata di semi di papavero.

Ascoltare le conversazioni dei tavoli a fianco non è buona educazione però la parola celiachia aveva attratto la sua attenzione. Una ragazza stava avvisando il cameriere che era celiaca e, per questo, doveva stare attenta al glutine.

Il ristorante era attrezzato e il cameriere propose, come antipasto, affettato San Daniele e formaggio Montasio. Entrambi potevano essere gustati in tutta tranquillità anche dalle persone che soffrono di celiachia.

Il cameriere parlava con voce chiara e calma, in modo da farsi sentire anche da chi ancora stava consultando il menù. Spiegò che la tecnologia adottata per sua produzione non comporta l’uso di ingredienti con glutine e che, se si vuole consultare il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, si troveranno i risultati delle ricerche di laboratorio del DISMA (Facoltà di Agraria dell’Università di Milano) che inserivano il Montasio, tra i numerosi formaggi DOP italiani, come un prodotto d’eccellenza per i valori nutrizionali e per la carenza di glutine e lattosio.

La ragazza celiaca ascoltava attenta tutte le informazioni che il cameriere le serviva con una competenza e una conoscenza delle caratteristiche tecniche del prodotto da impressionare uno scienziato. Marika distolse lo sguardo dal tavolo vicino, dovevano ancora ordinare e si domandava se lasciar perdere il primo e preferire l’antipasto per celiachi.

– Buonasera, signori. Volete ordinare? –

Il cameriere aveva raggiunto il loro tavolo. Sul tavolo a fianco, su un vassoio d’argento, si era materializzato l’antipasto a base di prosciutto di San Daniele e formaggio Montasio.

– Sì, pensavamo a un antipasto per cominciare e, per primo, le vostre famose tagliatelle. –

Seguirono gli ordini del resto della famiglia. Samuel voleva ordinare anche il secondo e il dolce, come tutti i ragazzi vivaci e in fase di sviluppo.

Marika si sentì un po’ in imbarazzo, per la voracità del figlio ma il cameriere, con un sorriso imperturbabile, appuntò le comande e, tra un antipasto e un primo, servì dolci e secondi in base alle necessità e alle richieste di celiachi, buone forchette e amanti della buona tavola.

– Mi sa che abbiamo fatto bene a prenotare in questo ristorante. I piatti sono ottimi e il servizio, impeccabile. –

Mormorò Marco, mentre Samuel attaccava con gusto la sua fetta di torta.

 

Autore: Rita Fortunato di paroleombra.com