Inseguendo il gusto: Montasio e Cheese Rolling

Quando si parla di sport, la corsa è certamente una di quelle attività che occupa i primi posti della lista. Si tratta di un mondo fatto molto spesso di competizioni agonistiche e sfide complesse che spingono ad oltrepassare i propri limiti, ma altre volte i partecipanti sono semplicemente alla ricerca di un po’ di svago: vogliono allontanarsi dai grandi obiettivi focalizzati sul tempo, e cercare un’esperienza che li porti fuori dai soliti circuiti per trascorrere una giornata all’insegna della spensieratezza e del divertimento.

E se si decide di orientarsi verso qualcosa di più particolare, ecco allora che l’universo delle competizioni podistiche rivela un’infinità di mondi popolati da persone che, ad esempio, corrono portando un frigorifero sulle spalle, oppure facendo rotolare davanti a sé delle pesanti botti, come capita a Montepulciano nell’annuale manifestazione de “Il Bravìo delle Botti”, o ancora andando a rotta di collo giù per una ripida scarpata, inseguendo una forma di formaggio rotolante a grande velocità.

Esatto, avete capito bene. Così come dei levrieri inseguono una lepre all’interno di un cinodromo, allo stesso modo gruppi di impavidi eroi corrono dietro ad un formaggio giù per un pendio dando vita al cosiddetto “Cheese Rolling”, una competizione sportiva di antiche origini (presumibilmente Gallesi, ma forse radicate addirittura nell’Impero Romano), annoverata sotto la disciplina della corsa. Ma, a voler essere realisti, il Cheese Rolling è molto più estremo e imprevedibile di una classica gara di sprinting o di una maratona vecchio stile.

Il concetto è semplice: una forma di formaggio viene appoggiata sul suo bordo dal Cheese Master (il direttore di gara) e lasciata rotolare liberamente lungo il pendio di una ripidissima collina raggiungendo incredibili velocità che possono superare i 100 km/h. Sta ai coraggiosi concorrenti rincorrerla e afferrarla nella sua rocambolesca discesa, arrivando prima di tutti gli altri.

Una tradizione che corre veloce (letteralmente!) e che ha fatto il suo debutto anche nel nostro bel paese sull’Altopiano di Brentonico, nei pressi di Rovereto (Trentino) dove la corsa, a partire dal 2003, si ripete ogni 2 anni con tanto di nomina di campione dell’anno nella disciplina. E perché allora non dare il via ad una sfida tutta italiana, mettendo in competizione le regioni e i formaggi della nostra penisola? Di certo il Montasio darebbe filo da torcere a tutti i partecipanti: le splendide montagne del Veneto e del Friuli e i rigogliosi prati di queste terre permetterebbero alle perfette forme circolari di correre a velocità mai viste prima, regalandoci un’elettrizzante giornata all’insegna dello sport.

Insomma, un modo originale e nuovo per vivere e far proprie le tradizioni e i costumi di un’altra terra, praticando un’attività fisica adatta proprio a tutti i gusti!

Formaggio Montasio: un gusto statuario

I formaggi, freschi o stagionati che siano, vengono prodotti in tutto il mondo e assaporati in tanti modi, antichi e moderni. Gustati a cubetti, grattugiati, a fette, accompagnati ad un buon tagliere di salumi o ricoperti da fiumi di dolcissimo miele, sono spesso ingredienti segreti di preparazioni gastronomiche uniche: capolavori dal valore inestimabile e dal sapore raro.

Che questo fantastico prodotto sia un pilastro portante della cultura culinaria mondiale è risaputo, ma che addirittura potesse essere considerato una vera e propria opera d’arte non è qualcosa di noto per tutti.

Secondo Michelangelo, ogni blocco di marmo conteneva dentro di sé una statua, e spettava allo scultore scoprirla e liberarla dal suo involucro. Allo stesso modo, Sarah Kaufmann, artista professionista, vede in ogni forma un delizioso capolavoro pronto ad emergere per stupirci con la sua bellezza e bontà. In questo caso però non parliamo di pietra, ma di squisito formaggio!

La passione di Sarah per l’arte è nata quando era bambina. Amava infatti disegnare e per questo, una volta al college, decise di intraprendere gli studi di arte commerciale e pubblicità. Non ha invece mai studiato scultura, per cui possiamo dire che le sue opere sono frutto di un talento naturale, e di un grande appetito! Secondo Sarah, scolpire con il formaggio è più piacevole che farlo con il legno o la pietra perché è possibile fare uno snack mentre si lavora, e come darle torto.

Oggi è richiestissima per matrimoni, feste aziendali e associazioni casearie, che richiedono la sua maestria per molti eventi. Da statue di Babbo Natale a riproduzioni di Ronald Regan, la Cheese Lady (questo il suo soprannome) ha realizzato opere di oltre 3 metri di altezza utilizzando alcuni coltelli e scalpelli, originariamente pensati per le sculture in legno, e modificati per le sue necessità.

Sarah fa parte inoltre di un movimento artistico in crescita, che condivide un obiettivo comune piuttosto impegnativo: portare l’arte legata al cibo fuori dalle sagre di paese e renderla un concetto più diffuso e mainstream.

Certamente, se decidessimo di esportare questa tradizione anche nel nostro bel paese, di certo non avremmo problemi di materia prima. Eh si, perché con un prodotto di così elevata qualità come il Montasio, le nostre montagne potrebbero diventare musei gastronomici: vallate meravigliose dove si respirano profumi di un’epoca caratterizzata dalla vita bucolica e nelle quali il tempo sembra essersi fermato. E noi rimarremmo lì, esterrefatti, ad ammirare profumate opere d’arte casearia, capolavori di maestria e tradizione.

Torta salata con erbe aromatiche e Montasio DOP

Montasio: un gustoso abbraccio tra colori e sapori d’autunno

Le foglie cominciano a cadere, gli alberi sembrano infreddoliti e anche noi, rientrando a casa la sera, sentiamo l’aria pungente che ci stuzzica un appetito diverso, che si allontana dal gusto fresco dell’estate, e richiama sulle nostre tavole sapori intensi che profumano di tradizioni.

Gli ingredienti sono tanti e la natura ci regala un’infinità di primizie che ben si prestano ad una cucina piena di gusto. Ed ecco che la scelta dei piatti da portare a tavola è fortunatamente molto ricca e varia, soprattutto se il protagonista è il nostro fantastico Montasio, in tutte le sue numerose stagionature.

Tra le protagoniste indiscusse troviamo le torte salate: regine di versatilità, e grandi alleate svuotafrigo, ci permettono di preparare gustose varianti. Perfette come aperitivo, magari vicino ad una bollicina, sono eccezionali anche come antipasto, merenda o piatto unico. Ma come renderle uniche e sfiziose? Semplice, con la bontà di prelibati bocconcini di formaggio Montasio Mezzano che sciogliendosi si sposano con i sapori unici di radicchio, spinaci, cavolfiori, zucca e di tutte le altre verdure che questa splendida stagione ci offre. 

E che dire delle focacce? Morbide protagoniste di merende e passeggiate in quella natura che si veste di splendidi abiti dorati, possono racchiudere al loro interno il Montasio Fresco esaltato dalle note aromatiche del timo e del rosmarino.

Non dimentichiamoci poi dei risotti, con le loro molteplici declinazioni. Se siamo amanti dei classici, ma vogliamo anche un tocco più sprint, possiamo scegliere un risotto giallo con lo zafferano e arricchirlo con un tocco in più: l’aceto balsamico, dopo la mantecatura con burro e Montasio Mezzano grattugiato. Un piatto semplice, ma al contempo gustoso ed elegante, soprattutto se guarnito con del radicchio rosso tagliato alla filangè.

Se poi siamo alla ricerca di qualcosa di ancor più sfizioso, in grado di scaldare il cuore, perché non provare il gusto delicato del Montasio Fresco infornato in una cocotte da soufflè? Perfetto per accogliere nel suo morbido abbraccio delle lamelle di tartufo o dei funghi porcini appena raccolti, il tutto ricoperto da una spolverata di pan grattato.

E infine, ma non per ultime, non dimentichiamoci delle polpette, irrinunciabili e grandi amiche dei bambini. Una ricetta facile da preparare e semplice da far amare, soprattutto se accompagnate da una spolverata di Stravecchio. E ricordatevi di prepararne tante, andranno a ruba!

Con queste idee il risultato sarà un’estasi di sapore e gusto che non lascerà indifferenti voi e i vostri ospiti: la scelta è solo vostra!

Vuoi scoprire altre ricette a base di Montasio? Scoprile qui: http://www.montasio.com/montasio-tv/#video-ricette-b

Aperitivo con gli amici? Scopri 3 idee sfiziose a base di Montasio DOP.

Rientrati dalle ferie estive è il momento di pensare a rimettersi in forma, ma anche a vivere di più la casa, che diventa il luogo perfetto per incontrare gli amici in totale relax. Sorge subito la domanda su quali manicaretti preparare agli ospiti, cercando di accontentare i palati di tutti in modo semplice e gustoso. Il consiglio è scegliere materie prima di qualità, prodotte in Italia e preferibilmente bilanciate dal punto vista nutrizionale, proprio come il Montasio DOP: un formaggio a pasta cotta, dalla consistenza semidura, che si caratterizza per la delicatezza del suo sapore. Si tratta di un alimento che affonda le origini nelle vallate delle Alpi Giulie e Carniche e nella maestria dei frati Benedettini, dai quali sono nate le prime tecniche di produzione che si sono poi affinate e sono state tramandate con passione nel tempo, preservandone la genuinità.

Un esempio di piatto light ma ricco di sapore? I rotolini di zucchine con Montasio Fresco DOP e pesto di pomodorini secchi oppure il piatto con pere, Montasio, noci pecan e prosciutto crudo. Entrambe queste preparazioni non necessitano di cottura, quindi rappresentano anche una soluzione last minute per salvare la cena. Volendo poi accendere il forno, un’interessante proposta è quella dei grissini sfogliati con Montasio DOP, che prevedono un procedimento molto facile: stendere la pasta sfoglia, distribuire il Montasio grattugiato, aggiungere sale e pepe, tagliare a striscioline, arrotolare e cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti. La friabilità dei grissini accompagnata al ricco sapore del formaggio conquisterà anche gli ospiti più esigenti.

Vuoi scoprire altre ricette a base di Montasio? Scoprile qui: http://www.montasio.com/montasio-tv/#video-ricette-b

Gelato al Formaggio Montasio DOP: la versione salata della merenda più amata dell’estate.

Apprezzato in tutto il mondo, il gelato italiano si distingue per la qualità delle materie prime utilizzate e per le sopraffine capacità dei maestri gelatieri, che spesso si tramandano la professione di generazione in generazione. Negli anni è cresciuta la voglia di sperimentare, così sono nate nuove varianti gourmet che hanno affiancato i gusti classici, come il gelato al formaggio.

Questa versione salata del gelato è perfetta per gli aperitivi: una pallina di gelato al formaggio, unita a due fette di prosciutto crudo e ad una fogliolina di basilico appagano il gusto e la vista, grazie a un impiattamento creativo. Il gelato al formaggio si può preparare facilmente anche in casa, è sufficiente infatti avere una gelatiera. Come materia prima per questo piatto consigliamo di utilizzare il Montasio Fresco DOP, stagionato da 60 a 120 giorni, che presenta un gusto morbido e delicato ideale per il gelato.

Si procede mescolando in una ciotola 400 gr di panna fresca, 100 gr di latte fresco, 180 gr di Montasio Fresco DOP e una spruzzata di pepe. Si cuoce il tutto a bagnomaria per qualche minuto, sbattendo il composto con una frusta così da evitare la formazione di grumi. Si lascia poi raffreddare e si mette nella gelatiera fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Sulla scia del noto proverbio “al contadino non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere”, è assolutamente da provare la variante del gelato al Montasio con aggiunta di pezzetti di pera, magari accompagnato da un bicchiere di Prosecco DOCG.

 

 

Picnic in Malga Montasio tra natura e cibo genuino

Il profumo dell’erba bagnata dalla pioggia della notte precedente solleticava le narici di Melissa. Alle 9.00 del mattino il sole era già alto nel cielo e rifletteva i suoi raggi dorati sui fili d’erba che ricoprivano il verdeggiante altopiano.

– Matteo, facciamo una passeggiata verso Sella Nevea prima di trovare un posto carino per il picnic. – Disse chiudendo l’auto.

A mio marito serviva proprio una giornata in mezzo alla natura, è sempre così stressato dal lavoro. Pensò Melissa osservando l’uomo dai jeans stropicciati che procedeva a passi veloci giù per la stradina stringendo il manico di una cesta colma di prelibatezze.

– Che profumino delizioso arriva da qui – Sorrise l’uomo, sbirciando il recipiente di vimini.

Quando, la sera precedente, aveva preparato le cibarie per il giorno successivo, la ragazza aveva optato per due grossi panini farciti di prosciutto crudo e di Montasio Dop fresco, che era il suo formaggio preferito fin piccola. Adorava il suo gusto morbido e delicato, in più lo sceglieva perché essendo un formaggio naturalmente privo di lattosio era un alimento perfetto per il marito, intollerante a questo zucchero.

– Non aspettarti cose elaborate, ho scelto la semplicità dei prodotti locali. –

– Hai fatto bene, sai che amo la genuinità. – Aggiunse, stringendole la mano.

Dopo un paio di chilometri, in fondo a un sentiero circondato da alberi ad alto fusto, fecero capolino una manciata di tavoli in legno.

– È il posto perfetto! – Esultò Melissa, correndo verso la panchina più vicina e tirando fuori dallo zaino il suo vecchio pallone da pallavolo.

– Vieni che facciamo due tiri. –

– Devo proprio? – Matteo appoggiò pigramente la cesta al fresco.

– Dai che dopo la partita ci mangiamo i panini con il Montasio. –

– Ah allora vediamo che sia una partita breve perché mi è venuta una fame! –

 

 

Montasio DOP: un sapore senza tempo

Le caratteristiche organolettiche di un alimento sono indossolubilmente legate al territorio in cui questo viene prodotto. Così l’unicità e riconoscibilità del formaggio Montasio DOP sono connesse alla zona di produzione che il disciplinare definisce in tutto il territorio delle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, in tutto il territorio delle province di Treviso e Belluno ed in parte nelle province di Venezia e Padova.

In queste aree del Nord-Est, la tradizione casearia è molto antica, tanto che già nel 1200 i monaci Benedettini dell’Abbazia di Moggio Udinese avevano messo a punto un procedimento per conservare il latte durante l’inverno, dando vita così all’alimento che verrà successivamente chiamato con il nome di “formaggio”. Nel corso del tempo, grazie all’abilità dei malgari nell’affinare le tecniche casearie e alla qualità del latte vaccino legato a un’alimentazione animale su pascoli estivi, il prodotto venne a definirsi sempre di più, tanto che nel 1773 in un prezziario di San Daniele del Friuli, comparve la dicitura “Formaggio Montasio” e da lì in poi il Montasio continuò ad essere riportato nei documenti mercantili del Nord Italia.

Il Montasio è l’ingrediente principe di un piatto friulano molto conosciuto. Si tratta del frico, un tortino preparato in padella con il formaggio fuso, al quale vengono aggiunte, a seconda della ricetta, le patate e le cipolle. Una delizia da assaporare in abbinamento a un vino rosso di media struttura e buona acidità come il Refosco dal Peduncolo Rosso.

Ma con il Montasio si possono preparare tante altre ricette, vuoi quale consiglio? Fai click qui: http://www.montasio.com/le-ricette/

Dieta e gravidanza: grazie a Montasio Dop il formaggio non è più proibitivo.

La gravidanza è sicuramente uno dei periodi più intensi ed emozionanti nella vita di una donna ma anche di tutte le persone che la circondano. La salute del nascituro dipende strettamente da quella della madre ed una corretta alimentazione è fondamentale per un corretto sviluppo del feto, un buon esito del parto e per la prevenzione di patologie neonatali. Tutto questo influenzerà anche la crescita del piccolo per molto tempo dopo il parto.

Serve quindi portare avanti un’alimentazione equilibrata, basata sulle corrette quantità di porzioni, rispettando gli orari dei pasti.

I formaggi, di per sé, sono ottimi alimenti per una donna in gravidanza in quanto sono ricchi di proteine, minerali come calcio, fosforo e magnesio, fondamentale per le ossa della madre e la crescita di quelle del bambino, nonché di vitamine, fondamentali per il midollo osseo. Però, non tutti i formaggi sono consigliati durante la gravidanza, proprio a causa della possibilità che diventino mezzi di contaminazione.

I formaggi stagionati, infatti, sono tra quelli più facilmente assorbibili e utilizzabili. Non bisogna rinunciare al gusto e ai momenti da passare in compagnia davanti ad un pasto sano, gustoso e nutriente, in uno dei momenti più indimenticabili della propria vita. E cosa c’è di meglio se non il formaggio Montasio Dop, con le sue quattro stagionature, la sua produzione locale, tipica delle Alpi, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale, nonché il suo alto valore nutritivo dalla composizione equilibrata. Un formaggio a pasta cotta, semidura, dal caratteristico sapore morbido e delicato, equilibrato, senza eccessi, che grazie alla sua alta digeribilità si adatta ai gusti di persone di tutte le età, anche per chi è celiaco o intollerante al lattosio.

E a Natale? Montasio!

Il Montasio Dop nelle versioni più fresche è un formaggio versatile e morbido, facile da coniugare con altri mille ingredienti tutti italiani: è un alimento che senza dubbio si presta a innumerevoli usi sulla tavola di ogni stagione.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio qualche idea golosa per arricchire la nostra dieta con il Montasio Dop tutto l’anno e in particolare durante le imminenti feste natalizie!

In primavera e in estate per esempio lo metteremo in morbidi cubetti nella pasta fredda, nell’insalata di riso e nelle insalatone di verdure o cereali insieme alle noci, alle mandorle, alle olive, ai capperi e ai semi che più ci piacciono.

In autunno lo gusteremo tutti riuniti intorno alla tavola sotto forma di fonduta, o fuso sulle patate arrostite in padella (tipo Frico, per intenderci) oppure squagliato in scaglie sottili sulle uova fritte!

Per l’inverno ci viene da pensare subito alle feste e alle belle tavole imbandite, quindi ecco che visualizziamo alberelli di natale fatti con listelle di Montasio tutte sovrapposte, o anche stuzzichini tipo spiedini di delizie: una pallina di Montasio, un’oliva denocciolata, un bel cubetto di speck o di un qualsiasi altro affettato, una fettina di avocado o un chicco d’uva e infine una strisciolina di peperone arrostito alla brace, per esempio, ma gli ingredienti sono davvero infiniti e gli unici che non devono mai mancare sono: la fantasia e la voglia di sperimentare tutti insieme in cucina.

Ovviamente sulla tavola delle feste non mancheranno lasagne o cannelloni ripieni di carne o verdure resi filanti dal Montasio, oppure la gamma illimitata dei risotti, che prima di essere serviti a tavola possono essere mantecati con del Montasio grattugiato fino al posto del burro per quel tocco di sapore e leggerezza in più che renderà i nostri piatti speciali, da veri gourmet!

E non mancherà mai il Montasio sui taglieri con i salumi tipicamente invernali che serviremo davanti al camino durante gli aperitivi in casa (con un buon prosecco), o come antipasto e ancora negli spuntini per i bambini, come i classici panini con sottili fette di Montasio e prosciutto cotto racchiusi in due morbide fette di pane fresco.

Leggero e unico nel suo genere, digeribile, ricco in calcio, proteine e altri minerali utili al nostro organismo, il Montasio ci accompagna durante tutto l’anno e tutte le stagioni della nostra vita. In lui vivono i pascoli delle nostre valli, l’aria buona della montagna e i cieli azzurri sopra la Malga, oltre all’amore e all’attenzione che mettiamo in tutte le fasi della produzione.

Non ci resta che augurare a tutti Buon Appetito!

 

Autore: Emanuela Valentini

 

 

Natale inedito. Il quarto Re Magio: Montasio, in bicicletta dalla malga al presepe.

Il Natale, si sa, è la festa più attesa dell’anno, la più dolce, la più luminosa. E si sta avvicinando carico di promesse, desideri da realizzare e favole meravigliose da ascoltare a tavola o accoccolati davanti al camino.

A tal fine vi vogliamo raccontare una storia che ha dell’incredibile e che pochissimi conoscono perché fa parte della grande conoscenza delle montagne e come tale sopravvive nella discrezione. È una storia di dolcezza e umorismo che vi farà sorridere e guardare al Natale come mai avete fatto prima, sentendovi anche un po’ protagonisti.

Tutti conosciamo la genesi del Presepe: Gesù bambino nasce in una stalla appena fuori Betlemme e viene adagiato nella mangiatoia piena di fieno caldo, sotto lo sguardo amorevole dei suoi genitori e degli animali che dormivano lì dentro e che con il loro tepore scaldavano la stanza.

Fino qui siamo tutti d’accordo? Ok, allora andiamo avanti.

Tutti sappiamo chi sono i Re Magi, ma è tempo di chiarire una grande verità: i grandi re che arrivarono al seguito di una stella cometa a porgere omaggio al bambinello appena nato non furono tre, ma quattro!

E c’è di più: non tutti loro venivano dal lontano Oriente coi loro cammelli. Già. Perché uno, il quarto Re Magio, appunto, era delle nostre parti e si è recato a Betlemme a bordo della sua bicicletta.

Non viene menzionato nella versione ufficiale della storia perché arrivò leggermente in ritardo e i giornalisti se n’erano già andati, tutto qui. Eppure fu lui a fare la differenza quella notte.

Si tratta di Montasio, giovane Re delle montagne del Friuli, anch’esso esperto di astrologia e filosofia come i suoi illustri colleghi, grande conoscitore dell’arte casearia e portatore di un grande dono: una forma del formaggio che produceva nel suo castello sulle Alpi carniche e che per questo portava il suo nome. Montasio spiegò a Maria e Giuseppe che il suo formaggio era delicato e genuino, ricco di valori nutrizionali ottimi per la crescita, dunque perfetto per il piccolo Gesù, ma anche per il resto della famiglia grazie all’alta tollerabilità.

Dono che fu molto gradito da Maria e Giuseppe che ne offrirono a tutte le persone intervenute a salutare il loro bambino.

Che grande festa ci fu quella notte! E che delizioso spuntino fecero tutti. Pochi sanno che Giuseppe si accordò con Montasio – in segreto, per non offendere gli altri Re Magi – per farsi inviare una fornitura annuale di quello squisito formaggio che in breve tempo divenne famosissimo anche da quelle parti.

State sorridendo? Scommettiamo di sì. E dunque: missione compiuta!

 

Autore: Emanuela Valentini