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Montasio DOP: un sapore senza tempo

Le caratteristiche organolettiche di un alimento sono indossolubilmente legate al territorio in cui questo viene prodotto. Così l’unicità e riconoscibilità del formaggio Montasio DOP sono connesse alla zona di produzione che il disciplinare definisce in tutto il territorio delle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, in tutto il territorio delle province di Treviso e Belluno ed in parte nelle province di Venezia e Padova.

In queste aree del Nord-Est, la tradizione casearia è molto antica, tanto che già nel 1200 i monaci Benedettini dell’Abbazia di Moggio Udinese avevano messo a punto un procedimento per conservare il latte durante l’inverno, dando vita così all’alimento che verrà successivamente chiamato con il nome di “formaggio”. Nel corso del tempo, grazie all’abilità dei malgari nell’affinare le tecniche casearie e alla qualità del latte vaccino legato a un’alimentazione animale su pascoli estivi, il prodotto venne a definirsi sempre di più, tanto che nel 1773 in un prezziario di San Daniele del Friuli, comparve la dicitura “Formaggio Montasio” e da lì in poi il Montasio continuò ad essere riportato nei documenti mercantili del Nord Italia.

Il Montasio è l’ingrediente principe di un piatto friulano molto conosciuto. Si tratta del frico, un tortino preparato in padella con il formaggio fuso, al quale vengono aggiunte, a seconda della ricetta, le patate e le cipolle. Una delizia da assaporare in abbinamento a un vino rosso di media struttura e buona acidità come il Refosco dal Peduncolo Rosso.

Ma con il Montasio si possono preparare tante altre ricette, vuoi quale consiglio? Fai click qui: http://www.montasio.com/le-ricette/

Dieta e gravidanza: grazie a Montasio Dop il formaggio non è più proibitivo.

La gravidanza è sicuramente uno dei periodi più intensi ed emozionanti nella vita di una donna ma anche di tutte le persone che la circondano. La salute del nascituro dipende strettamente da quella della madre ed una corretta alimentazione è fondamentale per un corretto sviluppo del feto, un buon esito del parto e per la prevenzione di patologie neonatali. Tutto questo influenzerà anche la crescita del piccolo per molto tempo dopo il parto.

Serve quindi portare avanti un’alimentazione equilibrata, basata sulle corrette quantità di porzioni, rispettando gli orari dei pasti.

I formaggi, di per sé, sono ottimi alimenti per una donna in gravidanza in quanto sono ricchi di proteine, minerali come calcio, fosforo e magnesio, fondamentale per le ossa della madre e la crescita di quelle del bambino, nonché di vitamine, fondamentali per il midollo osseo. Però, non tutti i formaggi sono consigliati durante la gravidanza, proprio a causa della possibilità che diventino mezzi di contaminazione.

I formaggi stagionati, infatti, sono tra quelli più facilmente assorbibili e utilizzabili. Non bisogna rinunciare al gusto e ai momenti da passare in compagnia davanti ad un pasto sano, gustoso e nutriente, in uno dei momenti più indimenticabili della propria vita. E cosa c’è di meglio se non il formaggio Montasio Dop, con le sue quattro stagionature, la sua produzione locale, tipica delle Alpi, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale, nonché il suo alto valore nutritivo dalla composizione equilibrata. Un formaggio a pasta cotta, semidura, dal caratteristico sapore morbido e delicato, equilibrato, senza eccessi, che grazie alla sua alta digeribilità si adatta ai gusti di persone di tutte le età, anche per chi è celiaco o intollerante al lattosio.

Si mangia! Domenica d’autunno in famiglia: suggerimenti per il menù della festa.

È autunno, tempo di calore e dolcezza, di camino acceso, sfrigolio di legna e pranzi di famiglia nel tepore della casa. Finita l’estate con le sue insalatone colorate e fresche, gelati, frullati e insalata di riso, con la nuova stagione torna anche la voglia di mettersi ai fornelli e preparare piccoli manicaretti per le persone che amiamo, magari accompagnati da un buon vino italiano.

A volte basta veramente poco per realizzare piatti gustosi, unici e molto semplici da preparare: la dieta mediterranea infatti è ricca di ingredienti stagionali capaci di caratterizzare le nostre tavole coi loro colori, profumi, sapori meravigliosi. E allora perché non provare a sentirsi chef per una volta? Scommettiamo che poi ci si prende l’abitudine!

In ogni caso, per facilitarvi l’immersione in cucina e vivacizzare i pranzi e le cenette autunnali, abbiamo pensato di selezionare per voi alcuni consigli golosi che renderanno meravigliosi i pasti della domenica e delle feste, senza rinunciare all’attenzione per la salute, che per noi del Consorzio Montasio Dop è sempre in primo piano. Infatti, il formaggio Montasio è un alimento che fornisce un apporto di nutrienti equilibrato, adatto ai grandi ma anche ai bambini.

Per cominciare proponiamo una bella teglia di Lasagne al radicchio trevigiano e Montasio sfumate al vino rosso, classica, intramontabile eppure sempre nuova in tutte le sue rivisitazioni. La ricetta la trovate su Giallo Zafferano e siamo certi che non vi deluderà.

Tra i secondi e i contorni possibili abbiamo pensato di consigliare le delicate e morbidissime Polpettine di spinaci al cuore filante di Montasio, adatte anche a una cena leggera e sfiziosa. La ricetta delle polpettine la potete trovare su ricetta.it.

E visto che amiamo le sfiziosità, ancora secondi e contorni!

Per arricchire la tavola domenicale o natalizia proponiamo il Tortino di patate su fonduta di Montasio e attenzione perché crea dipendenza…

Ma, lo sanno tutti, un pranzo della domenica non è perfetto senza un dolce a coronare tanta magnificenza: e dunque, per finire in bellezza – e bontà – ecco le Pere con crema di vaniglia e mousse di Montasio, dessert elegante e ricercato anche se facilissimo da preparare. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.montasio.com/ricette.

Non dovete fare altro che provare. E a noi non resta che augurarvi tanta felicità e Buon Appetito!

 

Autore: Emanuela Valentini

 

Montasio DOP: la storia di un amore per la tradizione

La storia del formaggio Montasio dimostra come l’impegno, la costanza e la passione possano portare alla nascita di una tradizione, capace di trasmettersi di generazione in generazione. Come tutte le storie che si rispettano, anche quella del Montasio deve essere analizzata nei suoi elementi principali: i personaggi coinvolti, le azioni compiute, il luogo e il tempo in cui si svolge il nostro racconto.

La storia del caratteristico formaggio italiano origina dalle persone che, nel corso degli anni, ne hanno messo a punto le tecniche di produzione. Si tratta di una collettività che con dedizione si è presa cura del territorio, strettamente legato alla produzione del Montasio. Il mestiere del casaro non può esistere, infatti, se prima le vacche non vengono portate a pascolare e non si sfalciano i prati per avere una riserva di fieno. Oggi come allora, la cura del bestiame prevede responsabilità e impegni improrogabili: gli orari devono essere strettamente rispettati, sia per la mungitura sia per l’alimentazione degli animali; spesso può capitare di passare notti insonni di fronte ad un parto impegnativo; inoltre, è di fondamentale importanza prevenire in modo corretto o, purtroppo, far fronte alle malattie che sopraggiungono senza preavviso.

Introducendosi di più nell’ambientazione della storia del Montasio, si rileva come il nome di questo formaggio derivi dalla sua prima zona di produzione, ossia il massiccio del Montasio, delimitato dai corsi del Fella a ovest, dall’Isonzo a est e comprendente la Val Raccolana verso sud. Con gli anni però la zona di produzione del formaggio Montasio si è espansa in tutto il territorio delle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste; e in tutto il territorio delle province di Treviso e Belluno ed in parte le province di Venezia e Padova.

Per ricostruire la storia del Montasio occorre fare riferimento a un prezzario della città di Udine risalente al 1773, relativo alla vendita delle merci grasse, dove compare per la prima volta il “Montasio Vero”. Inoltre, a sostegno di questo ritrovamento, nella zona della Carnia a metà dell’Ottocento erano già sorte numerose latterie sociali, per arrivare alla fine del secolo a registrare circa 96 latterie in tutta la provincia di Udine. Ma le sue origini sono molto più antiche: proprio nell’altopiano del Montasio sono state trovate testimonianza della produzione del Montasio fin dal 1200, presso l’abbazia dei monaci benedettini di Moggio Udinese, dove venivano affinate le prime tecniche di produzione per trovare una più comoda modalità di conservazione del latte e combattere la carenza di cibo dell’inverno. Nel corso dei secoli la storia del Montasio si è evoluta fino al riconoscimento come “tipicità” nel 1955, per poi ottenere la Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1986 ed, infine, la Denominazione di Origine Protetta dieci anni dopo.

Si può concludere, quindi, come la storia del formaggio Montasio sia la dimostrazione dell’amore e della passione che tutti i giorni i malgari manifestano per il territorio, per le persone, per gli animali, nonché per una tradizione, che si rinnova di anno in anno rimanendo sempre fedele a se stessa.

Il Montasio DOP: buono per tutta la famiglia.

Il formaggio è uno tra gli alimenti con più varietà di sapori, aromi e valori nutrizionali al mondo, grazie alle diverse tipologie di lavorazioni individuate nei secoli, che rendono la stessa materia prima, ossia il latte, un nuovo alimento con caratteristiche nutrizionali adatte per ogni fascia d’età.

Il formaggio, quindi, essendo un concentrato di tutte le qualità nutritive del latte, diventa un’ottima fonte di proteine e di calcio, minerale indispensabile per i processi di crescita del nostro organismo, dalla formazione e dal mantenimento delle ossa e dei denti alla trasmissione degli impulsi nervosi, o ancora per la contrazione dei muscoli, la coagulazione del sangue e tanto altro.

Per queste ragioni, l’apporto ideale di calcio deve essere studiato con attenzione all’interno dei pasti familiari, dove i diversi componenti, con età differenti, hanno necessità diverse: il fabbisogno aumenta, infatti, nella fase adolescenziale e in tarda età.

Ma approfondiamo meglio i giusti valori nutrizionali adatti alle esigenze di ogni membro della famiglia. Per il bambino appena nato, ovviamente non esiste variante migliore del latte materno; mentre, i bambini da due anni in poi cominciano a variare la propria dieta e a provare il piacere di assaggiare alimenti diversi e più saporiti: è qui che un bicchiere di latte la mattina rimane sempre un ottimo modo per iniziare con grinta la giornata. Invece, per i pasti principali, soprattutto il pranzo, si consiglia di utilizzare formaggi freschi, ma con un alto valore di proteine ed una bassa dose di grassi. Per questo, si consiglia il Formaggio Montasio Fresco, stagionato da 60 a 120 giorni, con un sapore morbido e delicato ed un apporto di grassi inferiore rispetto alle altre stagionature, che conferisce una dose di 740 mg di calcio per 100 g di prodotto.

La fase adolescenziale, dai 10/12 anni in poi, invece è quella in cui il corpo ha il fabbisogno energetico più alto. Fondamentale diventa la prima colazione, che deve essere abbondante e ricca di diversi ingredienti, dove il latte la fa ancora da padrone, accostato a cereali, biscotti, frutta fresca o marmellata. Per garantire, il giusto apporto di proteine, durante i pasti principali è buona abitudine utilizzare porzioni di formaggio più stagionato, come il Montasio Stravecchio, perché più ricco di calcio, con 850 mg per 100 g di formaggio.

Anche con l’aumentare dell’età, in particolare dai 60 anni, è importante accrescere le dosi di formaggio. È necessario, infatti, assicurarsi sempre il giusto apporto nutritivo per potenziare lo scheletro e i muscoli, con una regola semplice: poche calorie, e via libera alle proteine e al calcio. In questa fase l’apporto giornaliero consigliato di Ca varia tra i 1200 mg ed i 1500 mg e, in quest’ottica, si consiglia una dose giornaliera di Formaggio Montasio Stravecchio, che presenta i valori nutrizionali più alti di calcio e proteine.

In ogni periodo della vita, è utile comprendere le necessità del proprio corpo, così da poter valutare con attenzione i valori nutrizionali degli alimenti che si sceglie di mettere nel piatto. Prendersi cura della propria alimentazione, con attenzione per i cibi sani e con il giusto equilibrio è fondamentale ad ogni età. Il Formaggio Montasio, naturalmente privo di lattosio e gluten free, con la sua equilibrata composizione nutrizionale tra acqua, lipidi e proteine, è la scelta ottimale per tutti i membri della famiglia e per tutte le età, grazie alla sua alta digeribilità.

 

Hamburger con Formaggio Montasio DOP: la merenda buona e sana

L’hamburger è un piatto così apprezzato da persone di tutte le età e nazionalità che gli è stata dedicata perfino una Giornata Mondiale: il 28 maggio. Ma non tutti gli hambuger sono uguali, a fare la differenza sono infatti le materie prime con le quali sono preparati. La scelta migliore è di sicuro quella degli ingredienti del territorio, che ne garantiscono l’alta qualità.

Ecco un’idea veloce per una merenda gustosa e allo stesso tempo ricca di sostanze nutritive: l’Hamburger Montasio DOP & Radicchio. Il procedimento è molto semplice e consiste nel lavare e tagliare a spicchi mezzo cespo di radicchio, che va poi cotto alla piastra. In seguito, si procede con la cottura a piacere di un hamburger di vitello, di 50 gr di pancetta fino a renderla croccante e di 50 gr di Montasio fresco tagliato a strisce. Non resta che tagliare a metà un panino fresco e tostarlo leggermente prima di inserirvi tutti gli ingredienti cotti in precedenza.

Per chi non ama la carne, è possibile preparare u

n Hamburger Veggie con Montasio DOP. Come ingredienti si possono usare mezza melanzana, una zucchina e mezzo peperone da lavare accuratamente e tagliare a striscioline prima della cottura alla piastra. Basta poi aggiungere 50 gr di Montasio passato per qualche minuto sulla piastra e inserire il tutto in un buon panino.

Poiché tale formaggio è naturalmente privo di lattosio, gli hamburger con Montasio sono una merenda ideale per chi è intollerante a questo zucchero. Occorre fare attenzione però anche al panino, andando a verificare sempre tra gli ingredienti che non contenga lattosio.

 

 

 

 

 

Il benessere e la sostenibilità della Dieta Mediterranea corre sul filo dei prodotti DOP e IGP

I vantaggi per il nostro organismo derivanti da una sana alimentazione e, in particolare, dalla dieta mediterranea sono ormai noti, ma ora, grazie allo studio “VA.BENE – DOP IGP Valore Benessere”, sono stati finalmente analizzati in maniera completa il valore nutrizionale e nutraceutico e gli elementi di sostenibilità del paniere dei prodotti agroalimentari DOP IGP italiani.

La ricerca, che è stata realizzata dalla Fondazione Qualivita con la partecipazione di Nutrafood, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutraceutica e Alimentazione per la Salute dell’Università di Pisa, con il supporto del Ministero delle politiche agricole, ha permesso di valorizzare ancora di più le caratteristiche di salubrità delle eccellenze italiane, come il Montasio DOP. Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato le valenze del paniere DOP IGP italiano attraverso le evidenze della ricerca accademica/scientifica italiana, le buone pratiche del settore e i contenuti della comunicazione mediatica.

Negli ultimi 10 anni, infatti, le IG italiane hanno portato avanti un importante lavoro dal punto di vista della ricerca per migliorare il benessere dei consumatori e la sostenibilità dell’intera filiera. Si tratta di un’evoluzione che merita di essere maggiormente veicolata a livello comunicativo, in modo da rendere l’utente finale sempre più cosciente di quello che mette nel carrello della spesa.

“Il progetto di ricerca non si limita ad approfondire le peculiarità strutturali del comparto sui temi benessere, sostenibilità e valori nutrizionali”, ha detto Mauro Rosati, Direttore Generale della Fondazione Qualivita, “ma afferma i prodotti DOP IGP come pilastri della Dieta Mediterranea e intende aprire nuove strade e fornire ulteriori spunti per la loro valorizzazione. In questo senso si pone come uno strumento al servizio di tutti i soggetti coinvolti nella valorizzazione delle IG italiane, suggerendo le linee guida per implementare le azioni di ricerca e comunicazione e focalizzando l’attenzione su aspetti fino ad oggi poco esplorati come il notevole impegno della ricerca accademico-scientifica sul fronte delle IG, il ruolo importante dei prodotti DOP IGP nella Dieta Mediterranea come asset strategico per la comunicazione”.

L’aspetto della ricerca scientifica e dell’importanza dell’educazione nutrizionale è ritenuto fondamentale anche dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio DOP, un alimento dall’alto valore nutritivo e con una composizione equilibrata: 32-36% di acqua, 32-34% di lipidi, 24-26% di proteine, che lo rendono ideale da gustare in ogni momento.

LO STICK DI FORMAGGIO MONTASIO DOP ARRIVA NEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Avete mai fatto caso ai marchi degli alimenti presenti nei distributori automatici? Se sì, vi siete di sicuro accorti di come la maggioranza appartenga ad aziende multinazionali. Ma come sarebbe invece se nei distributori automatici ci fossero i prodotti locali?

Di fronte ad un bisogno sempre più urgente di distinguere le eccellenze del territorio dai prodotti standardizzati delle multinazionali, alcune organizzazioni e società stanno lottando affinché al di là del vetro e delle spirali in metallo dei distributori automatici compaiano delle monoporzioni che mostrino orgogliosi i nostri marchi locali.

Con questa intenzione il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio Dop ha deciso di autorizzare la produzione di stick monodose di Montasio DOP. Le singole porzioni, confezionate in un packaging trasparente, permettono di avere sempre a disposizione una piccola razione di formaggio capace di fornire il perfetto apporto nutrizionale di uno spuntino. In questo modo, lo stick di Montasio diventa una ricarica di energia pronta all’uso, ideale come snack per chi pratica sport, ma anche ai bambini come merenda da portare a scuola.

I distributori con i monoporzione di Montasio sono stati presentati durante l’edizione 2019 di Friuli DOC, riscuotendo molto successo da parte degli appassionati di formaggio. Un’iniziativa capace di venire incontro alle esigenze dei consumatori di oggi dando valore al territorio.

Il Montasio si tinge di rosa in nome dello sport

Si avvicina il gran finale del Giro Rosa 2019, il tour ciclistico femminile che da venerdì 12 a domenica 14 luglio animerà le strade del Friuli. Ad accompagnare il tour anche il formaggio Montasio, la dop “bandiera” del Friuli Venezia Giulia nel settore lattiero-caseario e una delle eccellenze della gastronomia italiana.

“Siamo orgogliosi di collaborare fattivamente sostenendo con il nostro prodotto questa importante manifestazione sportiva improntata su valori come qualità, impegno e senso di appartenenza – dichiara Valentino Pivetta, neo Presidente del Consorzio di Tutela del Montasio -. Lavorato da abili mani che custodiscono il sapere di una produzione millenaria, questo formaggio alpino racchiude nella sua bontà tradizione, storia, usi, fatica e vita delle persone che generazione dopo generazione hanno tramandato sino a oggi il suo sapore unico e inimitabile”.

Il tour del Giro Rosa il 13 luglio farà tappa all’Altopiano del Montasio (1600 metri) dove si trova la caratteristica Malga Montasio. Qui nasce il Montasio DOP Prodotto della Montagna, formaggio fatto solo con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato: un alimento naturale dal gusto unico, vero patrimonio culinario che sfida l’omologazione dei sapori.

Il Montasio è un formaggio lattosio free. Gli bastano due mesi di stagionatura per perderlo e rientrare nella corretta alimentazione degli atleti come prodotto fondamentale per la dieta di ogni sportivo. E’ un formaggio ad alto valore nutritivo e con una composizione equilibrata: 32-36% di acqua, 32-34% di lipidi, 24-26% di proteine. Grazie alla sua digeribilità è particolarmente indicato per i bambini e per gli anziani.

E per chi si impegna nello sport, il formaggio Montasio è un ottimo alleato per la propria dieta, grazie al suo contenuto di proteine e altre sostanze nutritive che contribuiscono ad un’alimentazione sana ed equilibrata. Prima o dopo l’allenamento, il Montasio aiuta a fornire o a recuperare le energie necessarie a favorire e migliorare le performance.

Quando il formaggio ispirò un’opera d’arte.

Nel 1934, il quadro “Persistenza della memoria” venne acquistato dal Museum of Modern Art di New York, dov’è attualmente esposto, e costituisce uno degli elementi più importanti della collezione del museo.

La storia di com’è nata quest’opera sugli orologi molli di Dalì è stata svelata dallo stesso artista all’interno della sua autobiografia, intitolata La mia vita segreta. Stando a quanto raccontato dallo stesso Dalì, questo capolavoro avrebbe preso vita in una sera come un’altra, nella quale Salvador e sua moglie Gala sarebbero dovuti uscire con amici per andare al cinema. A causa di un forte mal di testa, Dalì preferì rimanere a casa, mentre sua moglie uscì con gli amici; prima di andare al cinema, però, la coppia cenò a casa, mangiando del formaggio fresco; l’artista rimase colpito dall’eccezionale mollezza dell’alimento, e, una volta rimasto solo, continuò a riflettere sulla particolare consistenza del formaggio.

Successivamente, si recò nel suo atelier, dove si fermò ad osservare il suo ultimo lavoro ancora in fase di completamento, si trattava di una veduta di Port Lligat, e, in quell’attimo, ci fu l’idea geniale riguardo ai quattro orologi presenti nella scena: tre di loro si stanno sciogliendo, prendendo la forma degli elementi su cui sono appoggiati, mentre il quarto è rimasto solido, ma ricoperto da tante formiche nere, insetto per cui il pittore nutriva una grande fobia.

Nella scena, Dalì scelse di dipingere gli orologi, simbolo dello scorrere inesorabile del tempo, che rimangono impressi nella mente proprio per il loro particolare aspetto ispirato dalla mollezza di un formaggio!

Pensando al nostro Montasio, delle diverse stagionature quella che più richiama la mollezza è senza dubbio la consistenza del Fresco. Chissà il suo sapore delicato cosa avrebbe evocato nella mente del Re del Surrealismo.