Il Formaggio dentro il caffè? Un Kaffeost con Montasio!

Tra gli abbinamenti più stravaganti e ben riusciti, non si può dimenticare quello del caffè con il formaggio ed il Kaffeost è un ottimo esempio di come questi due ingredienti vadano a nozze!

Il Kaffeost proviene dalla tradizione della Lapponia svedese, una regione a nord della Svezia, ed è diffusa nelle zone più a nord della Finlandia. Premettendo che la popolazione svedese risulta avere i più alti tassi di consumo del caffè al mondo, questo tipico piatto locale viene proposto a colazione per un pasto caldo, gustoso e ricco di energie.

Il Kaffeost prevede che al cliente venga servita una tazza di caffè bollente, dal gusto fortemente amaro, con dei cubetti di formaggio locale all’interno.

Il formaggio utilizzato per questa bevanda è il ​leipajuusto​, chiamato anche “formaggio da pane”, derivante da latte di mucca, pecora o renna, e spesso gli viene data la tipica forma di un disco di circa due o tre centimetri di spessore. Questo formaggio viene prima cotto al forno, grigliato o cotto flambè, per poi essere essiccato, in modo tale da assicurarne la durata per diversi anni, per poi infine essere cotto sulla fiamma per ammorbidirlo, tagliarlo e mangiarlo. Il risultato finale consiste in un sapore neutro e delicato con una consistenza semidura.
A differenza delle regioni settentrionali, nel sud della Svezia i due ingredienti vengono degustati separatamente, dove il formaggio viene servito sul piatto, tagliato a triangolo, accompagnato ​da panna e confettura di camemoro, un frutto di bosco dal colore arancione tipico di questi territori.

In ogni caso, questo abbinamento permette di gustare i sapori intensi di entrambi gli ingredienti nel loro massimo splendore, dando giustizia all’amaro del caffè che si combina perfettamente con i cibi più grassi, per quel senso di pulizia che rilascia in bocca.
Il Kaffeost è sicuramente un modo di gustare la colazione in maniera anticonvenzionale per noi italiani, ma è anche una curiosità da sperimentare. Perché non creare quindi un Kaeffeost italiano anche con il nostro Formaggio Montasio Dop? Una proposta anticonvenzionale che potrà essere gustata anche dalle persone intolleranti al lattosio, visto che il Montasio dai 2 mesi di stagionatura è naturalmente privo di questo zucchero. Click qui per approfondire le informazioni nutrizionali: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/.

Sei un appassionato di formaggio? Scopri le 9 curiosità su questo delizioso alimento.  

Un prodotto molto conosciuto e apprezzato come il formaggio è legato a fatti curiosi e stravaganti, che forse non hai mai sentito, leggili qui.

  1. Quando nasce il formaggio?
    L’origine del formaggio risale a più di 6.000 anni fa. Secondo la leggenda, il latticino è nato in Medio Oriente per mano di un mercante arabo. Egli aveva la necessità di trasportare del latte nel deserto, così sistemò la bevanda in un recipiente di pelle di pecora; durante il tragitto gli enzimi e il caldo diedero vita al processo di produzione del formaggio che tutti noi oggi conosciamo.
  2. Perché si chiama formaggio?
    Questo nome deriva dalla parola “forma”, intesa come la forma acquisita dal formaggio, “phormos”, che in greco antico indicava il paniere di vimini utilizzato per dare al latticino il suo caratteristico aspetto.
  3. Da dove nascono i nomi dei formaggi?
    I diversi formaggi devono il loro nome al luogo di produzione, come il Montasio prende quello dell’omonimo altopiano situato in Friuli. Infatti, ogni località ha dei fattori determinanti che rendono il formaggio unico nel suo genere, ad esempio la vegetazione, il clima, gli animali, la stagione di produzione, l’altitudine, le caratteristiche del suolo e i diversi microrganismi presenti nel luogo.
  4. Qual è il formaggio più vecchio del mondo?
    Il formaggio più antico risulta avere 3600 anni ed è stato ritrovato nel 1900. Le sue condizioni erano perfettamente integre, grazie al luogo che lo ha ospitato per secoli: al tempo il formaggio è stato posizionato al collo di due mummie sepolte nel deserto di Taklamakan. La spiegazione per la quale è riuscito a durare in questi lunghi anni è stata riscontrata nel clima secco del deserto, nella strettissima fasciatura delle mummie, all’interno di bare sigillate da pelli di mucca e nel terreno salato in cui esse sono state sepolte.
  5. Qual è il formaggio più costoso?
    Una ricerca ha dimostrato come sia un prodotto tipico della Serbia ad ottenere il record di formaggio più costoso al mondo: il Pule.
    Il suo valore è di 1.320 dollari al kg, proprio a causa della mungitura a mano delle asine e alla necessità di ben 25 litri di latte per ottenere solo 1 kg di formaggio.
  6. La più grande scultura di formaggio?
    Nel Wisconsin (U.S.A.), Sarah Kaufmann, conosciuta come Lady Cheese, ha ottenuto il Guinness World Record per la più grande scultura di formaggio al mondo. Creata il 14 agosto 2011, per celebrare il 160° anniversario della Fiera del Wisconsin, l’opera pesava ben 419,57 kg.
  7. A chi piace di più il formaggio?
    Secondo un rapporto della International Dairy Federation, i più grandi consumatori di formaggio in Europa sono i francesi: basti sapere che in media, nel 2014, un francese aveva consumato in un anno quasi 26 chili di formaggio pro-capite. E gli italiani? Si aggiudicano il secondo posto, con “solo” 20 chili.
  8. Esiste il formaggio al cioccolato?
    Sì, non si tratta di una ricetta particolare, bensì di una tipologia di processo di produttivo. Il Blue Cheese viene infatti ricoperto da strati di liquore al cioccolato “Choco21” durante la stagionatura e infine ricoperto di cacao in polvere e cioccolatini.
  9. Un latticino senza lattosio?
    Esistono alcuni tipi di formaggi in cui il lattosio non è presente nel prodotto finito. Infatti, nel ciclo di produzione, durante la fermentazione e la stagionatura, il lattosio viene trasformato in acidi lattici. Anche il Montasio, sin dai 60 giorni di stagionatura, è naturalmente privo di lattosio (click qui per maggiori info: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/).

Montasio e vini: gli abbinamenti per un “marriage” perfetto.

Michele Biscardi, noto sommelier della F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier), analizza le caratteristiche sensoriali del Formaggio Montasio DOP per suggerire i vini che meglio si abbinano a questa eccellenza della gastronomia italiana.

Sebbene sia originario del Sud, diversi prodotti gastronomici del Friuli Venezia Giulia, che oramai considero la mia Regione, mi hanno da sempre affascinato. Uno di questi è il Montasio DOP, che ritengo essere, al pari di un buon vino, un’espressione e una bandiera del territorio in cui viene prodotto. Una prelibatezza che mi concedo anche come piacevole intermezzo durante una chiacchierata con gli amici.

Il Montasio è un formaggio versatile, che può essere gustato in diverse stagionature: fresco, minimo due mesi, semi stagionato, minimo 4 mesi, stagionato, sui dieci mesi e addirittura stravecchio, più di diciotto mesi (click qui per approfondire le stagionature: http://www.montasio.com/il-formaggio-montasio/). Prendendo in prestito il linguaggio dei degustatori di formaggi, il Montasio si definisce un formaggio a crosta sottile e liscia; il colore che inizialmente è paglierino chiaro, con l’avanzare della stagionatura, diventa più carico; come la pasta, che si fa più dura e friabile. Anche l’occhiatura, quei buchetti che si notano al taglio del formaggio, diventa sempre più rada e fine con il passare dei mesi.

Dal punto di vista organolettico, questo formaggio si contraddistingue per i persistenti profumi di erbe, di latte cotto e di fieno. Al gusto rilascia una piacevole nota dolce e una lieve acidità; nel Montasio stagionato prevalgono la sapidità e una leggera piccantezza che non dispiace. Il formaggio va gustato lentamente per percepirne tutti i sapori. Nelle varie zone della lingua, infatti, si distinguono differenti sensibilità per i 4 sapori fondamentali: il dolce si sente in maggior misura sulla punta; l’acido e il salato ai lati; l’amaro in fondo. A dire il vero vi è anche un quinto sapore, poco noto, si tratta dell’”umami”, un gusto fondamentale identificato nel 1908 dal chimico giapponese Kikunae Ikeda. In giapponese, questo termine significa “saporito” e indica, per l’esattezza, il sapore di “glutammato”, particolarmente presente in cibi ricchi di proteine, come la carne, il prosciutto crudo e, appunto, il formaggio.

In tema di abbinamento, è in base alle diverse stagionature del formaggio che si individua la tipologia di vino più appropriata. Per il Montasio fresco consiglio un vino rosso giovane, non troppo strutturato e/o morbido, come un Merlot o un Pinot Nero di ottima qualità. Con il Montasio stagionato, invece, è ottimo un Cabernet Franc, oppure un Refosco dal Peduncolo Rosso o ancora uno Schioppettino, ovvero vini strutturati e con un carattere ben definito sia per morbidezza che per alcolicità. Ma il Montasio stagionato si sposa molto bene anche con il principe dei vini dolci italiani: il Picolit, un vitigno a bacca bianca, autoctono del Friuli, che è apprezzato in tutto il mondo.

Va detto, infine, che anche il gusto personale rimane un criterio da considerare per scegliere il giusto vino da abbinare a una pietanza. Perché ogni buon pranzo e ogni buon vino sono delle vere emozioni da vivere in prima persona.

La colazione salata con il Montasio: la carica giusta per iniziare la giornata!

Cosa mangiano gli italiani a colazione? Da un’analisi realizzata dalla Doxa negli ultimi 10 anni emerge che è sceso, dal 92% all’86%, il numero di persone che fanno colazione, anche se i nutrizionisti sono concordi nell’affermare che si dovrebbe sempre fare per fornire carburante al cervello e regolare gli indici glicemici. In testa alle preferenze di chi fa colazione ci sono i biscotti, scelti da sei italiani su dieci, ovvero dal 58%; seguono pane e fette biscottate con marmellata, creme spalmabili o miele, graditi dal 19%; in terza posizione pressoché a pari merito, con una percentuale di consensi intorno al 9%, troviamo: brioches/merendine, cereali e yogurt. Infine, solo il 7% della popolazione sceglie esclusivamente cibi salati come primo pasto della giornata.

 

Ma la colazione salata apporta numerosi benefici all’organismo, infatti secondo la University of Missouri, la colazione che include almeno 35 grammi di proteine derivanti da latticini, uova o carne magra riduce il senso di fame, favorisce il mantenimento del peso-forma e stabilizza i livelli di glucosio nel sangue, aiutando così a prevenire il diabete di tipo 2.

 

Qualche idea per una colazione salata bilanciata? Il Formaggio Montasio è un ottimo ingrediente per preparare piatti buoni ma anche sani, infatti fornisce principi nutritivi preziosi come le proteine, il calcio, il fosforo, il ferro e le vitamine A, B ed E. Inoltre, essendo il Montasio stagionato almeno 2 mesi naturalmente privo di lattosio, è adatto anche alle persone intolleranti, maggiori informazioni a questo link: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/.

 

Cosa preparare con il Montasio per colazione? Un toast con pane integrale, una fetta di Montasio e due fette di prosciutto cotto più un succo d’arancia. Oppure una deliziosa omelette alla francese. La ricetta? Si rompono 3 uova in una ciotola, si aggiusta di sale e pepe e si sbatte con una forchetta. Si imburra una padella antiaderente e quando è ben calda si versa il composto, appena il fondo si è cotto si aggiungono 4 fette sottili di Formaggio Montasio fresco, infine con una paletta si piega l’omelette a metà e si serve ancora calda accompagnata da un caffè espresso. Prendersi il tempo per fare una buona colazione è una sana abitudine alla quale non si deve rinunciare!

 

40 grammi di Montasio al giorno: la ricetta per un cuore sano.

I consumatori abituali di formaggio presentano un rischio ridotto del 18% nei confronti di una patologia cardiovascolare, del 14% verso un infarto e del 10% per l’ictus. A rivelarlo è uno studio dell’università di Soochow in Cina, basato sul monitoraggio di circa 200 mila persone per 10 anni.

 

La vecchia teoria secondo la quale i grassi contenuti nel formaggio sono pericolosi per il benessere del cuore è ormai smentita da numerosi studi, che mostrano come il consumo regolare di questo alimento riduca il rischio di stroke (ictus).

 

In particolare, i formaggi che derivano dal latte intero, come il Montasio Dop, hanno un effetto positivo sul colesterolo buono HDL, effetto che non si riscontra invece nei latticini light. L’azione positiva è infatti esercitata dai grassi che agiscono in sinergia con gli altri nutrienti come proteine, calcio e vitamina A.

 

Inoltre, i formaggi stagionati, come il Montasio Dop Stravecchio (stagionato più di 10 mesi), contengono i tripeptidi, frammenti proteici che sono in grado di ridurre la pressione arteriosa. Un grande vantaggio per le persone che soffrono di ipertensione.

 

Ma quando e quanto formaggio consumare? Come secondo piatto, l’ideale è due o tre volte alla settimana, meglio se in abbinamento a verdure fresche, ottima fonte di fibre. Se si parla di formaggio stagionato bisognerebbe limitarsi a 50 grammi, mentre per il formaggio fresco si può arrivare fino a 100 grammi per singolo pasto. Una porzione di 40 grammi di formaggio è invece perfetta come spuntino da consumare a metà mattina o a metà pomeriggio, anche ogni giorno.

 

Il consiglio dei nutrizionisti è sempre quello di seguire un’alimentazione equilibrata, di preferire i carboidrati integrali a quelli raffinati, di fornire all’organismo una sufficiente quota di proteine e di non farsi mancare frutta e verdura di stagione ad ogni pasto.

 

Scopri l’equilibrata composizione del Formaggio Montasio sul nostro sito: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/

In forma dopo i 50, l’alimentazione per un corpo sano e bello.

Con l’andare degli anni il metabolismo inizia a cambiare e l’organismo richiede una maggiore attenzione alla propria alimentazione. L’apporto di sostanze nutritive come il calcio e le vitamine infatti aumenta, mentre diminuisce il fabbisogno energetico giornaliero.

 

Varcata la soglia dei 50 anni, occorre riflettere di più su quello che si mette in tavola. La regola d’oro è seguire un’alimentazione il più possibile varia ed equilibrata. Ad ogni pasto non dovrebbe mancare una porzione di frutta o verdura, scelta in base alla stagione, che fornisce una preziosa dose di antiossidanti naturali. Mentre il consumo di carne rossa, soprattutto per quanto riguarda insaccati e salumi, andrebbe limitato a favore del pesce e dei legumi. Questi ultimi, in particolare, contengono i fitoestrogeni che sono preziosi per le donne in menopausa.

 

Poiché dopo i 50 anni ogni anno la massa muscolare cala di circa l’1-2%, è fondamentale garantire all’organismo un buon apporto di proteine. Per questo è bene introdurre nella propria alimentazione qualche prodotto ad alto valore nutritivo, come il Formaggio Montasio Dop che contiene ben il 24-26% di proteine. Una porzione di 50 gr di Montasio stagionato 2 mesi apporta circa 12 gr di proteine, insieme a 370 mg di Calcio, 265 mg di Fosforo e 209 mg di Vitamina A, sostanze che contribuiscono a mantenere forti e sane le ossa. Per saperne di più sulla tabella nutrizionale del Formaggio Montasio è possibile consultare questo link: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/.

 

Ma non conta solo cosa si mangia, ma anche come e quando. Una corretta masticazione facilita infatti la digestione e attenua il senso di fame tra un pasto e l’altro. Inoltre, l’apporto di calorie andrebbe distribuito con buon senso nell’arco della giornata. Ad esempio, consumare i carboidrati a colazione e a pranzo permette di metabolizzare la gran parte dell’energia introdotta con il cibo nella prima parte del giorno. Mentre una cena leggera a base di proteine e vegetali consente di non affaticare la digestione prima del sonno.

 

Infine, per stare in forma anche dopo i 50 anni è necessario fare attività fisica almeno 5 giorni alla settimana. Dalle lunghe passeggiate in campagna allo yoga, il movimento è fondamentale non solo per mantenere una muscolatura elastica e tonica, ma anche per prevenire i problemi cardio-vascolari. Attività fisica costante e alimentazione sana costituiscono quindi la ricetta magica per sentirsi al top a tutte le età.

 

ll formaggio Montasio DOP “Prodotto della Montagna” (PDM) e “Solo di Pezzata Rossa Italiana” (PRI): il “ritorno al futuro” della tradizione casearia.

Le innovazioni di prodotto e di processo possono contribuire a rafforzare il legame di un’eccellenza italiana come il Montasio DOP con il territorio e le tradizioni.

 

Se in passato il focus delle produzioni casearie era sulla selezione di razze bovine ad alta specializzazione produttiva e sull’industrializzazione della trasformazione, oggi sono diventate prioritarie l’origine del prodotto e la tutela tanto dell’ambiente quanto del benessere animale. Temi, questi ultimi, ai quali il consumatore presta sempre maggiore attenzione.

 

In questo contesto si inserisce la sperimentazione, finanziata dal Centro di Ricerche e Innovazione Tecnologica in Agricoltura e portata avanti dall’Università degli Studi di Udine con la collaborazione dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, a supporto della produzione del formaggio Montasio Dop con la doppia indicazione “Prodotto della Montagna” e “Solo di Pezzata Rossa Italiana”.

 

Per fregiarsi del marchio Montasio Dop, il formaggio deve rientrare nella zona di produzione indicata dal Consorzio di Tutela:  http://www.montasio.com/il-formaggio-montasio/#zona-di-produzione. Inoltre, può essere classificato come “Prodotto della Montagna” solo il formaggio fatto con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato (minimo 60 giorni) sopra i 600 metri di altitudine. L’ulteriore specifica “Solo di Pezzata Rossa Italiana” si riferisce al latte che deve derivare da animali iscritti al Libro genealogico di questa razza, riconosciuta come “razza bovina di utilità nazionale” già negli anni Cinquanta. Ma da dove deriva la Pezzata Rossa e quando si è diffusa? Questo tipo di mucca origina da un’azione di miglioramento genetico dell’antica razza Friulana, svolta attraverso successivi incroci con la Friburghese prima e la Simmenthal poi. Questa razza si è diffusa molto nei primi anni Sessanta in tutte le Regioni, tanto che nel 1986 la Pezzata Rossa Friulana è diventata Pezzata Rossa Italiana.

 

Le proprietà nutrizionali e organolettiche del formaggio sono fortemente influenzate dall’alimentazione delle mucche, che nel periodo estivo sono lasciate libere di pascolare. La produzione del Montasio Dop nelle zone alpine ha positive ricadute sull’ambiente, in quanto contribuisce alla tutela dell’agrobiodiversità e al mantenimento di aree adibite a prato e pascolo, oltre che sull’occupazione degli abitanti di questi luoghi.

 

Il Montasio DOP-PDM-PRI è già disponibile presso la Malga Montasio, raggiungibile comodamente in auto da Sella Nevea (Comune di Chiusaforte), e presso gli spacci del Caseificio di Ugovizza.

Il Montasio sale in cattedra.

La cultura della sana alimentazione si costruisce fin da piccoli. Per questo il Consorzio per la tutela del formaggio Montasio ha realizzato una serie di incontri formativi negli Istituti Professionali Alberghieri di alcune provincie del Veneto e del Friuli Venezia-Giulia. Il progetto ha già coinvolto un migliaio di studenti. Il Presidente del Consorzio, Maurizio Masotti, ha affermato come questo impegno rientri in un piano molto più ampio di rilancio del marchio e sia una delle attività volte a sensibilizzare i consumatori.

Lo scopo principale è sensibilizzare gli studenti e le generazioni future riguardo le qualità e le specificità nutritive di questa eccellenza gastronomica del territorio (per maggiori informazioni: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/). Ma come si sono svolti gli incontri? Il primo appuntamento si è tenuto presso l’Istituto professionale Dieffe di Noventa Padovana, dove i ragazzi hanno avuto l’occasione di esporre un proprio progetto scolastico, nominato “Italian food lovers, Ambasciatori dell’italian food nel mondo”, con lo scopo di realizzare una serie di eventi dimostrativi nelle scuole alberghiere di tutta Europa, incrementando la notorietà di alcuni prodotti italiani fra i quali, non poteva mancare, il Montasio dop.

Nel corso dei vari appuntamenti gli studenti hanno avuto la possibilità di partecipare ad un’esperienza multisensoriale attraverso la preparazione, il taglio e la degustazione del prodotto. Inoltre, i ragazzi hanno potuto dimostrare le proprie abilità in cucina presentando agli ospiti un menù a base di Montasio. Fatto curioso è stato che durante la degustazione la maggior parte degli studenti abbia manifestato una certa maturità di gusto, dichiarando la propria preferenza per il Montasio Stravecchio, quello con 10-18 mesi di stagionatura.
Visto il grande coinvolgimento generato dagli incontri formativi, nel 2019 è previsto un ampliamento delle attività a tutto il Triveneto con l’implementazione di eventi ludico-gastronomici, open day in latteria e tante altre iniziative dedicate a bambini e ragazzi, perché non è mai troppo presto per imparare a nutrirsi bene.

Alimentazione in estate: quando il formaggio è amico della linea

Via libera a cibi ricchi di principi nutritivi ma altamente digeribili, come il formaggio Montasio, meglio se abbinato a frutta o verdura.

 

Durante la stagione estiva i nutrizionisti raccomandano di prediligere alimenti ricchi di principi nutritivi ma altamente digeribili, per compensare la perdita di sali minerali e vitamine, dovuta all’aumento della sudorazione, senza affaticare la digestione. La combinazione di un’alimentazione bilanciata con uno stile di vita sano è in grado di migliorare il benessere psico-fisico anche nelle giornate più calde.

 

Innanzitutto, è una buona regola non saltare mai la colazione, infatti, se non si fornisce energia al momento giusto, il corpo rallenta il suo consumo normale poiché non ha carburante e quando gli viene fornito tende a creare scorte, ovvero grassi, piuttosto che usarlo. Cosa mangiare appena svegli? Un’idea potrebbe essere abbinare i fiocchi di avena o uno yogurt a un frutto fresco. E come merenda? Uno spuntino sano ma leggero potrebbe essere un panino integrale con 50g di formaggio Montasio fresco, quest’ultimo fornisce solo 192 calorie, ma ben 370 mg di calcio, 265 mg di fosforo e 209 mg di vitamina A.

Scopri di più sulla tabella nutrizionale del Montasio: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/.

 

Anche a pranzo e a cena via libera ai cibi freschi e poco trasformati, come pasta integrale (meglio se a pranzo), formaggio Montasio e verdura (anche tre volte a settimana), uova e verdura (per un massimo di 4 uova a settimana), oppure carne e verdura (fino a 2 volte a settimana), legumi e cereali (almeno 2 volte a settimana), pesce e verdura (anche tre volte a settimana). Soprattutto in estate, la verdura andrebbe consumata cruda perché mantiene inalterati tutti i suoi preziosi nutrienti. In più, evitare i cibi caldi aiuta a mantenere costante la temperatura corporea.

 

Per mantenere la linea sono da evitare i cibi confezionati ricchi di zuccheri semplici, sale e conservanti, che fanno aumentare la massa grassa a discapito di quella magra e favoriscono uno squilibrio idrosalino, spesso causa di problemi come la cellulite.  Diventa fondamentale, quindi, leggere sempre con attenzione le etichette alimentari e riempire il carrello della spesa con alimenti freschi.

 

Alla sana alimentazione deve essere abbinata un po’ di attività fisica, come un bel giro in bicicletta da fare ogni sera, che rafforza la massa muscolare e mette in circolo le endorfine per un senso di benessere generale. Tanti consigli per vivere bene e seguire una corretta nutrizione ti aspettano sulla nostra Pagina Facebook: https://business.facebook.com/FormaggioMontasio.

Il Montasio Biologico Dop: la scelta sana per il benessere di uomo e natura.

Emanuela Perenzin, alla guida della prima latteria che ha prodotto il Montasio Biologico, racconta i perché della scelta Bio.

Cheese evangelist”, così ama definirsi Emanuela Perenzin, titolare della storica Latteria Perenzin che a Bagnolo, in Provincia di Treviso, produce formaggi da cinque generazioni e che ha iniziato, attorno agli anni 2000, la produzione del Montasio Biologico Dop. Per Emanuela il Bio è una filosofia fondata sul rispetto del territorio e degli animali, uno stile di vita da trasmettere alle nuove generazioni, come emerge dalle sue risposte alle domande che le abbiamo posto.

Come nasce il formaggio Montasio Biologico Dop? A fare la differenza è la materia prima. Si utilizza, infatti, solo latte biologico certificato, prodotto da mucche trevigiane che vengono allevate nel rispetto del ritmo di crescita e del benessere animale, senza costringerle a un rendimento maggiore. Queste mucche sono lasciate libere di stare all’aperto e seguono un’alimentazione naturale, disciplinata da specifiche normative, che si traduce in un’altissima qualità del latte. Una volta arrivato al caseificio, il latte crudo viene termizzato, ovvero sottoposto a un trattamento termico blando, infatti il Montasio Dop non contempla la pastorizzazione proprio per preservarne il sapore e i profumi. Il latte viene quindi addizionato con i fermenti lattici previsti dal disciplinare di produzione e si procede all’aggiunta del caglio. La cagliata viene poi tagliata a piccoli pezzi, che favoriscono la stagionatura e la fuoriuscita dell’umidità, e versata negli stampi. Dopo la pressatura e il ribaltamento della forma, il formaggio viene fatto drenare. Il giorno successivo si procede alla salamoia e, infine alla stagionatura, che deve durare minimo 2 mesi.

Dove viene venduto il Montasio Biologico Dop? Oltre che nel nostro negozio, il Montasio Biologico è acquistabile nei Natura Sì di tutta Italia. La collaborazione con la Gdo specializzata consente a tutti i consumatori italiani attenti alla propria alimentazione di gustare un prodotto naturale. Inoltre, il nostro Montasio Bio viene esportato all’estero, grazie a una rete di distributori, soprattutto in Germania.

Perché scegliere il Montasio Biologico Dop? Ognuno di noi dovrebbe adottare comportamenti e abitudini alimentari che rispettano l’ambiente. L’agricoltura biologica fa bene non solo alla nostra salute ma anche a quella della nostra terra. Consumare prodotti biologici è una scelta etica basata sul “Buono, pulito e giusto” di Carlo Petrini (fondatore dell’Associazione Slow Food), ovvero tre principi di una nuova gastronomia consapevole che dobbiamo impegnarci ad insegnare ai nostri figli.