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Il Montasio DOP protagonista nel Menu delle Feste

Hai già deciso quali piatti portare in tavola durante le feste natalizie? Se sei a corto di idee, ecco due proposte gustose, ma facili da preparare, rese saporite dall’ingrediente per eccellenza: il formaggio Montasio DOP, che è un alimento non solo saporito ma anche ricco di nutrienti come il calcio e le proteine.

La prima ricetta è quella della torta salata con prosciutto e Montasio fresco a forma di albero di Natale. Si procede a stendere un rotolo di pasta sfoglia, sulla quale adagiare 150 gr di prosciutto cotto a fette e ancora sopra altri 150 gr di Montasio fresco a fette. Si arrotola poi il tutto dal lato lungo, sigillando bene i bordi. Si taglia il rotolo a fette non troppo sottili e su una carta da forno si compone con queste girelle, rivolte verso l’alto, la forma di un albero di Natale. Si spennella con uovo sbattuto, si decora l’alberello con qualche oliva nera e pomodorino, e si inforna a 180° per circa 30 minuti. Il consiglio è quello di verificare la cottura della pasta sfoglia con uno stuzzicadenti.

La seconda proposta è quella di un primo piatto raffinato e colorato, proprio del rosso che richiama il Natale. Si tratta del risotto con melograno e Montasio stagionato. Per prima cosa si prepara un trito di scalogno da far appassire in padella con abbondante olio d’oliva. Poi si aggiungono 320 gr di riso (per 4 persone) e si fa tostare, prima di aggiungere poco alla volta del brodo vegetale. Poco prima del termine della cottura, si unisce il succo di 2 melograni. Infine, a fuoco spento, si fa mantecare con 150 gr di Montasio stagionato e si serve guarnendo il piatto con qualche chicco di melograno. Non resta che augurare buon appetito e buone feste!

Natale solidale in casa Montasio insieme al Banco Alimentare FVG: donati dal Consorzio 87 chilogrammi di formaggio per le famiglie bisognose

Il fenomeno dello spreco alimentare va combattuto attraverso la collaborazione, il Consorzio di tutela del Montasio Dop si impegna da sempre su questo fronte, e quest’anno ha deciso di donare più di 87 chilogrammi di formaggio al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia. Una rimanenza che deriva da una esclusiva selezione di prodotti che saranno segnalati nella nuova edizione de “La Guida dell’Espresso” dedicata ai formaggi Dop.

“Si tratta di una quantità di formaggio pari a 29 mezze forme del nostro miglior Montasio – puntualizza il Presidente del Consorzio Valentino Pivetta – che abbiamo pensato di destinare all’Associazione non profit che opera dalla fine degli anni ’90, in tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia e parte del Veneto, per ridurre lo spreco alimentare e dare sostegno ai più bisognosi”.
I responsabili del Banco Alimentare FVG confermano infatti che porzioni significative di questi formaggi saranno destinate a diverse famiglie tra le più numerose e bisognose del territorio.

Un ringraziamento particolare va ai soci produttori del Montasio Dop come il Consorzio Agrario – Latteria di Venzone, Latteria Modolo di Roverbasso, Latteria Cooperativa Valcanale di Ugovizza, Cooperativa Lattebusche di Busche di Cesio Maggiore, Caseificio Moro di Motta di Livenza, Latteria Cooperativa di Marsure di Aviano, Latteria Cooperativa di Tarzo e Revine Lago, Latteria Cooperativa di Fontanafredda, Latteria Cooperativa Valli del Natisone di Cioìvidale, Caseificio Tre Valli di Usago di Travesio, Latteria Cooperativa di Summaga, Latteria Cooperativa di Maron di Brugnera, Associazione Allevatori FVG – MalgaMontasio, Caseificio Badin di Cimpello di Fiume Veneto, Caseificio della Savia di Basiliano e Latteria Cooperativa di Coderno.

ll Montasio Dop è amico della linea, anche a Natale!

E’ vero, le feste natalizie in arrivo non sono il periodo migliore per prestare attenzione alla linea. Però, mentre passiamo da un cenone all’altro, possiamo fare attenzione alla qualità e quantità degli alimenti che mangiamo.
Molte leggende metropolitane ritengono che durante i periodi di dieta, il formaggio sia un alimento nemico della bilancia. Spesso ci si dimentica che, nelle giuste quantità, questo prodotto è invece importante fonte di tanti nutrienti essenziali per lo sviluppo, come il calcio, proteine, grassi, fosforo, vitamina D e tanto altro, dove ognuno ha un beneficio specifico. Il perfetto equilibrio nutrizionale del Montasio Dop, lo rende un alimento adatto al consumo quotidiano.

Ma la domanda fondamentale è “come inserire in modo corretto il Montasio Dop nella nostra dieta, senza subirne troppo le conseguenze a fine mese?”
La prima regola da scrivere nei post-it che verranno attaccati al frigorifero è “Mai mangiare il formaggio come antipasto o come conclusione”. Infatti, spesso si commette l’errore di considerare il formaggio come un accompagnamento o contorno, quando invece ha tutti i nutrienti di un’ideale seconda portata.
Da qui si risale alla regola successiva: “Mai accostare il formaggio ad altri alimenti proteici, come carne o pesce”, ma utilizzarli uno in sostituzione dell’altro. Altri cibi che si consiglia di evitare nello stesso piatto del formaggio sono burro o dolci, a maggior ragione se contenenti olio di palma o simili.
Per quanto riguarda la quantità, alcune ricerche hanno dimostrato che sarebbe ideale assumere 50 g giornalieri di Montasio Stagionato, circa un etto di Fresco e più o meno 125 g di latte o yogurt, possibilmente magro; ma alcuni sondaggi hanno evidenziato come noi italiani spesso invertiamo ed eleviamo tali quantità, accumulando grassi, sali e calorie e perdendo allo stesso tempo alte quantità di nutrienti come il calcio.
Inoltre, lo stagionato essendo maggiormente ricco di grassi, va consumato con moderazione, cercando di non superare i 50 g a pasto e non tutti i giorni.

Per concludere con un consiglio spassionato per chi ama il formaggio, e il Montasio Dop in particolare, questo alimento va tolto dal frigo almeno mezz’ora prima di essere mangiato: questo perché, essendo freddo, ha meno sapore, tendendo a consumarne dosi eccessive per soddisfare il proprio palato e raggiungere la sazietà.

Formaggio in musica: l’Hip Hop vince sulla classica

Far ascoltare musica classica ai bambini è ormai una prassi conosciuta in tutto il mondo. Anche i vigneti con le note di Mozart e Beethoven fanno parlare sempre più di sé. Ma chi hai mai letto notizie sul formaggio invecchiato a suon di musica hip hop?

Si parla della nuova branca della scienza, la Sonochimica, che ha come oggetto lo studio e l’approfondimento dell’effetto diretto e indiretto delle onde sonore e delle risonanze sui corpi solidi di qualunque tipo, quindi anche del cibo.
L’esperimento è stato ideato e messo in pratica da Beat Wampfler, veterinario e produttore di formaggi, in collaborazione con gli studenti e ricercatori dell’Haute école des arts (Universita delle Arti) di Berna, ed è passato alla storia come “Cheese in Surround Sound – a culinary art experiment”.

Lo studio ha avuto luogo in un caseificio risalente al 1853, nella zona di Burgdof in Svizzera, dove 8 forme di formaggio, di circa 40 cm di diametro e tutte appartenenti allo stesso lotto di produzione, sono state inserite in 8 cassette di legno differenti, e lasciate stagionare per 6 mesi. Ognuna di queste cassette era dotata di un dispositivo audio posto sotto la forma, che riproduceva in loop per 24 ore al giorno un determinato genere di musica. Alcune cassette prevedevano la musica classica con i flauti di Mozart, altri i grandi successi dei Led Zeppelin, altri ancora la musica Rep, piuttosto che l’Hip-Hop, il Jazz o la Techno. Solo una cassetta è stata lasciata in silenzioso, per poter notare un’eventuale differenza.

Al termine della fase di stagionatura, il 14 Marzo 2019 le cassette sono state aperte. È stato effettuato un blind test da un panel di degustatori professionisti, ripetuto due volte per poter ottenere un risultato il più possibile oggettivo. Quel giorno, gli esiti hanno lasciato a bocca aperta i presenti. Gli enzimi ed i batteri del formaggio, che sono direttamente responsabili del gusto, hanno recepito un determinato tipo di musica, facendo in modo che ogni forma assumesse un sapore distintivo. Inaspettatamente, l’Hip-Hop ha battuto la musica classica, conferendo alla propria forma un sapore eccezionalmente fruttato, con un gusto e un profumo ben distinguibili dagli altri campioni.

Chissà se anche al Montasio Dop sarà gradita la musica Hip-Hop, in ogni caso rimangono invariate le caratteristiche nutritive di questo eccezionale alimento, quali la naturale assenza di lattosio dai due mesi di stagionatura e la ricchezza in proteine e calcio, che lo rendono un alimento non solo buono ma anche prezioso per completare una sana alimentazione.

Il formaggio al cinema: un grande classico in versione soufflè

Come ci ha insegnato il signor Wallace, della fortunata serie cartoon Wallace & Gromit, la passione per il formaggio è un tema ricorrente nei film. Ne “La Maledizione del Coniglio Mannaro”, il fedele cane Gromit fa rinvenire Wallace proprio facendogli annusare il formaggio tanto amato dal suo padrone.

Ma anche nei grandi classici, come i film Disney, il formaggio ritorna protagonista attraverso alcune ricette, una tra tutte il famoso soufflè al formaggio de “La Bella e la Bestia”, di cui oggi vi proponiamo la ricetta nella versione con il Montasio Stagionato. Per prima cosa si scaldano 350 ml di latte, poi si sciolgono 50 gr di burro in un altro pentolino, si aggiungono 50 gr di farina 00 e, poco alla volta, si unisce il latte. Si fa bollire a fuoco basso, continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi. Si regola di sala e noce moscata. Si versa quindi il composto in una ciotola, aggiungendo il tuorlo di 3 uova, 50 gr di Montasio Stagionato grattugiato e i 3 albumi montati a neve. Il preparato deve poi essere versato in stampini precedentemente imburrati e cotto in forno a 180° per circa 30 minuti. Questa ricetta facile e veloce è ottima anche per i bambini, in quanto facilmente digeribile e ricca dei principi nutritivi del Montasio, come le proteine e il calcio, ottimi per la crescita. In più, oltre al gusto pieno dei soufflè al formaggio, i piccoli apprezzeranno di sicuro anche il fatto che il soufflè sia lo stesso che Belle si trova sfilare davanti, insieme a torte incantate e delizie varie, nell’epica scena della tavola imbandita.

Il Montasio Dop e il Caramello: mix alternativo per i tuoi dolci gourmet.

Per gli amanti della Cucina Fusion, suggeriamo oggi un abbinamento alternativo ma di grande gusto. Alzi la mano chi non ha mai provato i popcorn con il caramello! Per questo, dopo aver scoperto la versione americana del frico con i pop corn, è il momento di provare un accostamento dolce e salato, con gusto forte e leggero, in un piatto dalle tonalità crema bello da vedere e buono da gustare.

Il caramello è il risultato del riscaldamento ad alte temperature (160°C) del saccarosio, e le mode dell’ultimo periodo prevedono l’utilizzo di questo prodotto per condire sia dolci che salati, dal cioccolato ai peperoni, dal pesce agli stufati di carne. Quindi perché non provare ad abbinarlo al Montasio? In una deliziosa cheesecake con crema spalmabile al caramello. O semplicemente si può tagliare il Montasio Dop, sia fresco che stagionato, a cubetti e decorarlo con abbondante caramello, come alternativa gourmet ai soliti dolci durante una cena tra amici. Anche dal punto di vista nutrizionale, la ricchezza in proteine e calcio del Montasio rende il piatto più equilibrato. Inoltre, essendo il Montasio dai due mesi di stagionatura naturalmente privo di lattosio, questo dolce facile e veloce da preparare è una perfetta proposta anche per chi è intollerante al lattosio.

Dolci pensieri al gusto di Montasio

In cucina è bello sperimentare. Ecco perché abbiamo pensato di proporre due idee che rispecchino perfettamente l’idea della sorpresa al formaggio.

La maggior parte di noi ha già sentito nominare i famosi Baci di Dama, ma se come veloce antipasto vi proponessimo un bacio al gusto di Montasio DOP e ricotta?
Per la creazione di 15 bocconcini, gli ingredienti per la pasta sono i seguenti: 70 g di Montasio DOP Stravecchio, stagionato oltre 18 mesi; 100 g di farina 00; 100 g farina di mandorle; 80 g di burro freddo; un pizzico di sale; 2 cucchiai di latte.
Per la preparazione della farcitura sono necessari i seguenti ingredienti: 100 g di ricotta vaccina; 40 g di Montasio DOP Stravecchio (alimento molto ricco in proteine e calcio: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/); 1 pera; pepe nero e sale; una noce di burro.
Nella prima fase inserire in un recipiente il latte, il burro, il Montasio grattugiato, la farina e il sale, poi frullare fino ad ottenere un impasto cremoso. Dopo trasferire il composto su un tavolo, dove poterlo lavorare manualmente, formando una grande palla.
Dopo aver rivestito una teglia con la carta forno, suddividere l’impasto in circa 30 palline, poco più grandi di una nocciola, ben distanziate fra loro e schiacciarle delicatamente al centro quando vengono appoggiate alla superficie. Successivamente cuocere il tutto in forno preriscaldato, sul ripiano inferiore, a 180° per circa 20 minuti, fino a quando l’impasto non si mostri dorato, a quel punto chiudere il forno e lasciare raffreddare fuori da esso.
Nella seconda fase, per la farcitura, lavare, sbucciare e tagliare a cubetti la pera. Saltarla in padella con la noce di burro a fuoco vivace, per poi lasciarla in parte. Dopo scolare la ricotta e aggiungerla in una ciotola con il Montasio DOP grattugiato, il pepe e il sale, e la pera fredda a cubetti, mescolare bene. A questo punto la pasta esterna sarà già raffreddata ed è arrivato il momento di creare i baci: farciteli a due a due con la crema di ricotta e pere.
Avrete così creato dei piccoli baci al formaggio per una coccola sfiziosa!

La seconda idea che oggi proponiamo è un pacchetto regalo al gusto di formaggio e porro, per una sorpresa appetitosa e stuzzicante.
Gli ingredienti per la preparazione sono i seguenti: 2 confezione di formaggio spalmabile, olio d’oliva, pepe nero, 1 porro, 1 peperone roso, erbe aromatiche come timo, erba cipollina, aneto, maggiorana o altro.
La preparazione è moto semplice. In una ciotola aggiungere il formaggio, l’olio il pepe e le erbe aromatiche già tritate e lavorarlo con cura. Versare l’impasto in una teglia rettangolare apribile (della grandezza ed altezza di un pacchetto regalo), avvolta dalla carta forno, facendo attenzione a livellare correttamente la superficie. Inserire la teglia nel congelatore per 40 minuti.
In attesa dell’impasto, bollire la parte verde del porro fino a quando non risulta morbida, poi facciamola raffreddare facendo attenzione a non rovinarla. Intanto tagliamo il peperone a quadratini e cerci che serviranno per decorare le pareti del pacchetto regalo.
A questo punto riprendiamo la teglia dal congelatore e sfoderiamo l’impasto così da poterlo guarnire a piacimento ed utilizziamo il porro preparato per creare un nastro verde. A questo punto la sorpresa al Montasio DOP è pronto per deliziare i nostri cari.

Esistono molti atti di gentilezza, ma quelli che hanno a che fare con il cibo sono i più apprezzati, per questo i vostri familiari e amici apprezzeranno le vostre creazioni culinarie.

Il formaggio è adatto per la dieta dei nostri cani?

Dopo aver affrontato il tema del formaggio nella dieta degli anziani e dei bambini, perché non parlare della possibilità di inserire il formaggio nella dieta del nostro amico a quattro zampe? Quali sono le modalità e le regole da seguire? Esistono molte opinioni contrastanti in merito, e il consiglio è sempre quello di chiedere un parere al proprio veterinario prima di variare la dieta del proprio animale, comunque, in linea generale, il formaggio nell’alimentazione dei cani comporta diverse proprietà benefiche, grazie a tutti i suoi principi nutrizionali.
Prima di cominciare, è importante ricordare che, indipendente da chi ne faccia uso, qualsiasi alimento, se assunto in grande quantità nuoce alla salute. Per questo è importante inserire nella razione giornaliera della dieta canina le giuste dosi di formaggio, molto simili a quelle di un uomo. Inoltre, proprio come le persone, alcuni cani sono intolleranti al lattosio, in quanto non possedendo un enzima digestivo specifico, chiamato lattasi. Ecco perché è meglio somministrare al cane un formaggio naturalmente privo di lattosio, come il Montasio DOP con almeno 60 giorni di stagionatura.
Inoltre, nel caso specifico di un cane sottopeso, si consiglia l’inserimento nell’alimentazione di un formaggio come il Montasio Stagionato, poiché ricco di grassi, proteine, calcio e vitamine A e B. Forse non tutti sanno che il formaggio contribuisce a favorire l’appetito, grazie al suo odore stimolante. Per questo motivo viene utilizzato spesso nella dieta dei cani più anziani che dimostrano un disinteresse verso il cibo, senza contare l’elevato l’apporto di calcio, benefico per le ossa. Mentre, nel caso in cui l’animale abbia la necessità di dimagrire, si consiglia un formaggio fresco, dal contenuto calorico più basso rispetto allo stagionato.
Ma in che modo somministrare al cane la giusta dose di formaggio durante i pasti? La maniera più comoda è aggiungere una spolverata di Montasio grattugiato nella ciotola; oppure utilizzare le croste come snack da sgranocchiare; o ancora, in particolare per i cuccioli durante le fasi di addestramento, si può usare un pezzettino di formaggio come gustoso premio. Infine, si consiglia di evitare formaggi aromatizzati con spezie o erbe particolari, e orientarsi verso quelli più semplici e genuini, come il Montasio DOP.

Montasio e clima: quanto il meteo influisce sul gusto finale del formaggio

In pochi sanno che il sapore dei nostri formaggi è influenzato non solo dalla stagionatura, ma anche dalle condizioni climatiche in cui si trovano le bovine da latte. La quantità di pioggia, il livello di caldo e le condizioni del suolo hanno effetti sulla produzione del latte e quindi sul sapore e sulle caratteristiche del formaggio.

Secondo il report “Studio conoscitivo dei cambiamenti climatici e di alcuni dei loro impatti in Friuli Venezia Giulia”, scritto nel maggio 2018, se si analizzano alcuni degli eventi estremi come le cosiddette notti tropicali (durante le quali si registra una temperatura superiore della media), dal 1961 al 2016, si è passati da 5 a 15 notti calde in totale e, anno dopo anno, i valori continuano a destare interesse. Inoltre, i dati relativi all’andamento pluviometrico mostrano come si stia andando verso decenni caratterizzati da una tendenza al riscaldamento e un aumento del rischio di aridità, soprattutto estiva. Un altro fattore che ogni anno è possibile notare senza il supporto di strumentazione, è l’allungamento della stagione estiva, rendendo i mesi di giugno e settembre molto più caldi rispetto al passato e critici per il benessere delle bovine, che manifestano elevati livelli di stress da caldo, tanto da aumentare il rischio di un calo produttivo e sempre più elevata perdita di latte, che invece non era presente decenni prima.

Per questo l’attenzione al benessere animale passa anche attraverso una considerazione sempre più attenta dei fattori climatici. Il rispetto del territorio, valore centrale per il Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio DOP, prevede una particolare valutazione dell’evoluzione dei processi produttivi, capace di garantire sempre quell’alta qualità che contraddistingue il Montasio.

Il Montasio DOP, una storia che dura dal 1200.

Oggi il formaggio Montasio è tra le Dop per eccellenza; è sinonimo di prelibatezza, di gusto e di garanzia; viene scelto perché è naturalmente privo di lattosio, senza glutine e perfettamente bilanciato dal punto di vista nutrizionale. Ma, se abbiamo il formaggio di oggi, bisogna ringraziare i produttori di ieri: quali sono quindi le origini del nostro formaggio preferito? Chi lo ha creato?

La storia di questo prodotto è molto antica: risale al 1200, e si può collocare nelle vallate delle alpi Carniche e Giulie. Al tempo, presso l’Abazia di Moggio Udinese, alcuni monaci Benedettini, iniziarono a produrre quello che poi verrà chiamato “formaggio”, con l’unico scopo di trovare una modalità di conservazione di un prodotto deperibile come il latte e di combattere le ristrettezze alimentari del rigido inverno alpino.

Solo nel 1700 il formaggio dei monaci cominciò a distinguersi dalle altre produzioni, per merito sia della qualità del latte vaccino prodotto dai pascoli estivi, sia per le continue affinature delle tecniche di produzione dei malgari della zona. Pian piano quindi si affermò come identità vera e propria, sotto il nome di “Formaggio Montasio”, apparso per la prima volta in alcuni documenti tariffari trovati a San Daniele del Friuli e risalenti al 1773. Proprio in questi scritti è emerso come esso rappresentasse un prodotto di alto prestigio.

Nel corso dei secoli, grazie alla sua ottima reputazione in tutta l’Italia Nord-Orientale, il Montasio è diventato il fiore all’occhiello della produzione casearia della Regione Friuli, riuscendo ad ottenere territori sempre più ampi per i propri pascoli e i migliori capi di bestiame. Così, nella seconda metà del 1800, è nato un movimento cooperativo di caseifici, intenti a sostenere e tutelare la produzione di questo formaggio, fondando a Codroipo il Consorzio per Tutela del Formaggio Montasio. Fino a quando, nel 1955, il Montasio viene ufficialmente dichiarato come “Tipicità”, ottenendo nel 1986 la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e, nel 1996, la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Per concludere, è giusto quindi affermare che se non si conosce la storia di ieri, non si possono apprezzare i risultati di oggi. Infatti, solo nel 2018, il Formaggio Montasio ha contato quasi 900 mila forme prodotte, esportando la sua storia, la sua gustosità e la tradizione italiana in tutta la nazione e nelle zone limitrofe.