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Torta salata con erbe aromatiche e Montasio DOP

Montasio: un gustoso abbraccio tra colori e sapori d’autunno

Le foglie cominciano a cadere, gli alberi sembrano infreddoliti e anche noi, rientrando a casa la sera, sentiamo l’aria pungente che ci stuzzica un appetito diverso, che si allontana dal gusto fresco dell’estate, e richiama sulle nostre tavole sapori intensi che profumano di tradizioni.

Gli ingredienti sono tanti e la natura ci regala un’infinità di primizie che ben si prestano ad una cucina piena di gusto. Ed ecco che la scelta dei piatti da portare a tavola è fortunatamente molto ricca e varia, soprattutto se il protagonista è il nostro fantastico Montasio, in tutte le sue numerose stagionature.

Tra le protagoniste indiscusse troviamo le torte salate: regine di versatilità, e grandi alleate svuotafrigo, ci permettono di preparare gustose varianti. Perfette come aperitivo, magari vicino ad una bollicina, sono eccezionali anche come antipasto, merenda o piatto unico. Ma come renderle uniche e sfiziose? Semplice, con la bontà di prelibati bocconcini di formaggio Montasio Mezzano che sciogliendosi si sposano con i sapori unici di radicchio, spinaci, cavolfiori, zucca e di tutte le altre verdure che questa splendida stagione ci offre. 

E che dire delle focacce? Morbide protagoniste di merende e passeggiate in quella natura che si veste di splendidi abiti dorati, possono racchiudere al loro interno il Montasio Fresco esaltato dalle note aromatiche del timo e del rosmarino.

Non dimentichiamoci poi dei risotti, con le loro molteplici declinazioni. Se siamo amanti dei classici, ma vogliamo anche un tocco più sprint, possiamo scegliere un risotto giallo con lo zafferano e arricchirlo con un tocco in più: l’aceto balsamico, dopo la mantecatura con burro e Montasio Mezzano grattugiato. Un piatto semplice, ma al contempo gustoso ed elegante, soprattutto se guarnito con del radicchio rosso tagliato alla filangè.

Se poi siamo alla ricerca di qualcosa di ancor più sfizioso, in grado di scaldare il cuore, perché non provare il gusto delicato del Montasio Fresco infornato in una cocotte da soufflè? Perfetto per accogliere nel suo morbido abbraccio delle lamelle di tartufo o dei funghi porcini appena raccolti, il tutto ricoperto da una spolverata di pan grattato.

E infine, ma non per ultime, non dimentichiamoci delle polpette, irrinunciabili e grandi amiche dei bambini. Una ricetta facile da preparare e semplice da far amare, soprattutto se accompagnate da una spolverata di Stravecchio. E ricordatevi di prepararne tante, andranno a ruba!

Con queste idee il risultato sarà un’estasi di sapore e gusto che non lascerà indifferenti voi e i vostri ospiti: la scelta è solo vostra!

Vuoi scoprire altre ricette a base di Montasio? Scoprile qui: http://www.montasio.com/montasio-tv/#video-ricette-b

Aperitivo con gli amici? Scopri 3 idee sfiziose a base di Montasio DOP.

Rientrati dalle ferie estive è il momento di pensare a rimettersi in forma, ma anche a vivere di più la casa, che diventa il luogo perfetto per incontrare gli amici in totale relax. Sorge subito la domanda su quali manicaretti preparare agli ospiti, cercando di accontentare i palati di tutti in modo semplice e gustoso. Il consiglio è scegliere materie prima di qualità, prodotte in Italia e preferibilmente bilanciate dal punto vista nutrizionale, proprio come il Montasio DOP: un formaggio a pasta cotta, dalla consistenza semidura, che si caratterizza per la delicatezza del suo sapore. Si tratta di un alimento che affonda le origini nelle vallate delle Alpi Giulie e Carniche e nella maestria dei frati Benedettini, dai quali sono nate le prime tecniche di produzione che si sono poi affinate e sono state tramandate con passione nel tempo, preservandone la genuinità.

Un esempio di piatto light ma ricco di sapore? I rotolini di zucchine con Montasio Fresco DOP e pesto di pomodorini secchi oppure il piatto con pere, Montasio, noci pecan e prosciutto crudo. Entrambe queste preparazioni non necessitano di cottura, quindi rappresentano anche una soluzione last minute per salvare la cena. Volendo poi accendere il forno, un’interessante proposta è quella dei grissini sfogliati con Montasio DOP, che prevedono un procedimento molto facile: stendere la pasta sfoglia, distribuire il Montasio grattugiato, aggiungere sale e pepe, tagliare a striscioline, arrotolare e cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti. La friabilità dei grissini accompagnata al ricco sapore del formaggio conquisterà anche gli ospiti più esigenti.

Vuoi scoprire altre ricette a base di Montasio? Scoprile qui: http://www.montasio.com/montasio-tv/#video-ricette-b

La bellezza da mangiare: se il Montasio fosse un’opera d’arte.

Immaginiamo di essere in un museo. Abbiamo attraversato corridoi luminosi costellati di piedistalli con sopra sculture neoclassiche, vasame antico, teche interamente ricoperte di gioielli di altre epoche. Alle pareti sono appese tele di diversi periodi storici che mostrano ritratti di donne, paesaggi bucolici e nature morte. Respiriamo arte. Siamo circondati dal genio di persone che hanno attraversato questa vita prima di noi, dalla loro espressione, dal loro sguardo sul mondo. L’atmosfera è ricca di bellezza.

Poi la guida si ferma davanti a una teca di cristallo a mezza altezza dalla quale si sono appena discostati altri due gruppetti di visitatori, assume una postura fiera e dice: «Qui abbiamo un capolavoro dell’arte casearia.»

Incuriositi ci disponiamo tutto intorno alla teca e ammiriamo una forma di formaggio cilindrica con facce piane o leggermente convesse, imponente e perfetta.

La targhetta avvitata alla base della teca dice: MONTASIO DOP.

«Il Montasio appartiene alla grande famiglia dei formaggi alpini.» Riprende la guida muovendo qualche passo intorno alla teca lucidissima.

«Questi formaggi hanno avuto origine agli inizi del millennio. La loro produzione serviva a mettere al sicuro un prodotto che si rovina facilmente come il latte e farlo durare a lungo sotto forma di cibo solido. Questo garantiva riserve di cibo per i periodi in cui il latte scarseggiava o era completamente assente. Pensate che invenzione: che novità per l’epoca!»

«In questo modo potevano mangiare il formaggio tutto l’anno come noi!» Esclama un bambino e la guida sorride.

«Proprio così: adesso vi racconto un po’ di storia. Il Montasio nasce verso il 1200 nelle vallate delle Alpi Giulie e Carniche grazie alla costanza e intelligenza dei frati Benedettini. A Moggio Udinese (sul versante nord del Montasio) si trova ancora adesso il convento, oggi utilizzato dalle suore Clarisse, in cui probabilmente vennero affinate le varie tecniche di produzione proprie dei malghesi della zona. Ma ammiriamo la bellezza di questa forma: la crosta si presenta liscia, sottile, chiara che va scurendosi con la stagionatura. La pasta è compatta, elastica. Più morbida nella versione Fresco, diventa più dura e friabile quando è Stagionato. Il sapore è morbido e delicato nel Fresco, che va via via rinforzandosi nel mezzano fino a diventare deciso con una lieve piccantezza nello Stagionato e particolarmente aromatico nella tipologia Stravecchio. Quindi possiamo dire di trovarci davanti a una vera e propria opera d’art…»

«Eh no» fa il ragazzino strizzandole l’occhio, «prima di affermarlo con certezza dobbiamo assaggiarlo!»

La guida ride e annuisce. «Hai ragione: stavo per invitare tutti alla degustazione nella sala qui accanto!»

Applausi. Perché se c’è Montasio è sempre festa.

 

 

Autore: Emanuela Valentini

 

IL PIATTO PREFERITO DAGLI ITALIANI? LA PIZZA, MEGLIO SE FARCITA CON ECCELLENZE LOCALI, COME IL MONTASIO DOP

Riconosciuta, nella variante “napoletana”, patrimonio dell’umanità dall’Unesco, la pizza è la specialità italiana più famosa nel mondo nonché il piatto prediletto dai suoi abitanti. Ma cosa rende buona la pizza? Posto che la pasta deve essere lievitata in maniera ottimale, a fare la differenza sono senza dubbio gli ingredienti! Attraverso la farcitura si esprimono infatti la cultura e la storia delle varie Regioni italiane.

Ecco che in Emilia Romagna è molto diffusa la pizza con squaquerone e mortadella, mentre il pecorino e il tartufo la fanno da padrone in Abruzzo, come la mozzarella di Bufala in Campania. E in Friuli-Venezia Giulia? Un’abbinata vincente per una pizza estremamente rappresentativa del territorio è senza dubbio quella al formaggio Montasio e prosciutto crudo di San Daniele. In quanto le due DOP sono autentica espressione del saper fare e delle tradizioni locali.

Ma come si prepara la pizza Montasio e San Daniele? Si procede prima con l’impasto per la pizza, che può essere fatto a mano oppure con l’impastatrice: si sciolgono 5 gr di lievito di birra fresco in di 300 ml di acqua a temperatura ambiente, si aggiungono poi 200 gr di farina Manitoba e 300 gr di farina 00. Si regola di sale e si impasta aggiungendo 35 gr di olio d’oliva. Una volta che si è ottenuto un panetto morbido e liscio, lo si lascia lievitare due ore in una ciotola coperta con pellicola trasparente. Quando si vede che è raddoppiato di volume, lo si stende nella teglia precedentemente unta di olio, si grattugiano sopra 160 gr di Montasio fresco e si mette in forno per circa 15 minuti a 220 °C. Una volta che la pizza è cotta, si aggiungono 150 gr di prosciutto di San Daniele a fette e, a piacere, alcune foglie di rucola ben lavata. Buon appetito!

La pizza Montasio e San Daniele rappresenta un piatto unico capace di fornire una buona combinazione di nutrienti per il nostro organismo. L’apporto di carboidrati dato dalla base della pizza è bilanciato dalle proteine del formaggio Montasio e da quelle del prosciutto di San Daniele. In fatto di alimentazione è importante infatti pensare alla componente nutritiva dei diversi alimenti che vengono assunti, così da evitare pericolose carenze alimentari.

 

Halloween e Montasio DOP: una festa da gustare tutti insieme

Dolcetto o scherzetto? La notte di Halloween si sta avvicinando: è tempo di pensare a un modo divertente per coinvolgere tutta la famiglia in questa simpatica festa. E non c’è niente di meglio di un assaggio di Montasio DOP per rendere più gustosa la notte più paurosa dell’anno.

Ma quali sono le origini di Halloween? Secondo un’antica tradizione celtica, chiamata Samhain, la notte del 31 ottobre era dedicata a celebrare la fine dell’estate. In particolare, gli abitanti dei villaggi avevano l’abitudine di dare alle fiamme dei cumuli di sterpaglie sulle colline. Si trattava di un rituale che aveva principalmente lo scopo di rinnovare l’erba dei pascoli e riportare le mandrie nelle stalle prima dell’inverno. Con il tempo però la vigilia di Ogni Santi assunse sempre di più un connotato esoterico, in quanto i fuochi vennero considerati un’arma per tenere lontane le anime dei defunti, che quella notte avrebbero varcato il confine dell’aldilà e sarebbero tornate a fare visita ai vivi. Sempre allo scopo di mettere al sicuro la casa e i suoi abitanti dai morti, in Irlanda prese piede la tradizione di svuotare la polpa di una rapa, incidendo la buccia per darle un’espressione demoniaca, e mettervi all’interno una piccola candela per illuminarla; la luce avrebbe così metaforicamente sconfitto le tenebre. Gli irlandesi che immigrarono negli Stati Uniti portarono con sé anche questa tradizione, ma, poiché nel nuovo mondo non avevano a disposizione le rape, cominciarono ad utilizzare le zucche, che da quel momento divennero uno dei principali simboli di Halloween.

Il 31 ottobre non è una festa riservata solo agli adulti, anzi, è un’occasione per far divertire i più piccoli non solo a mascherarsi ma anche a mettersi ai fornelli insieme a genitori, zii e nonni. Un alimento che si presta perfettamente ad essere utilizzato nella preparazione di divertenti decorazioni e che può essere consumato in totale sicurezza da tutta la famiglia è il formaggio Montasio DOP. La composizione nutrizionale bilanciata e l’alta digeribilità lo rendono adatto sia ai bambini, che alle persone anziane.

Una ricetta velocissima per un antipasto in perfetto stile Halloween è quella delle “scope della strega”. Prepararle è davvero un gioco da ragazzi in quanto non necessitano di cottura. Sono sufficienti 4 fette sottili di Montasio fresco, che verranno avvolte ognuna attorno a un salatino a forma di bastoncino. Per ricreare l’effetto della scopa, un adulto procederà ad incidere la parte finale delle fette di Montasio andando a simulare le setole. Basterà poi avvolgere un filo di erba cipollina per arricchire le setole della scopa e il gioco è fatto.

Un’altra idea molto facile consiste nell’utilizzare gli stampini dei biscotti, quelli dedicati al tema di Halloween, per realizzare gustossime zucche, simpatiche streghette e deliziosi fantasmini di formaggio Montasio DOP, che per la sua consistenza morbida si presta perfettamente a questo scopo. Il consiglio è quello di disporre tutti i soggetti di formaggio in un piatto da portata di colore nero, che fa risaltare il colore del Montasio e di abbinarci delle ciotoline riempite di confettura, che si abbinano al gusto del formaggio, come quella di albicocche e quella di mirtilli.

Infine, non dimenticate di addobbare la casa in stile Halloween! Via libera quindi a finte tele di ragno, a teschi di cartone e non può mancare una grossa zucca con il lumino per portare avanti la tradizione dei nostri antenati celtici.

Covid-19 ed effetto Cocooning: le nostre Malghe come meta per le vacanze estive 2020 

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 avrà un’influenza di lungo termine sulle abitudini di consumo degli italiani, anche per quanto riguarda il turismo. Secondo gli esperti, infatti, l’estate 2020 sarà caratterizzata da un turismo slow, che privilegia mete non tanto distanti dalla propria abitazione e presta grande attenzione alla sicurezza. Una tendenza, definita “effetto cocooning”, che preferisce il kilometro zero e, in particolare, le destinazioni dove il rischio di assembramento è più basso, come gli itinerari naturalistici delle nostre montagne.

 

Tra le mete più piacevoli dal punto di vista paesaggistico, c’è sicuramente l’Altopiano del Montasio, che d’estate si colora del verde dei prati dove le mucche sono lasciate libere di pascolare. Proprio qui nasce il Montasio Prodotto di Montagna. Per rientrare in questa classificazione, il formaggio deve essere prodotto con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato per minimo 60 giorni in un’area compresa nella zona di produzione indicata dal Consorzio di Tutela che si trova sopra i 600 metri di altitudine. Il gusto genuino di questo formaggio si sposa a preziose proprietà nutritive. L’apporto di calcio, proteine, fosforo, ferro e vitamine, insieme all’alta digeribilità, rendono il Montasio un alimento adatto alle persone di tutte le età.

 

Attraverso i suggestivi sentieri che partendo da Sella Nevea si snodano tra i boschi di abeti passando per la Casera Larice e il Rifugio Brazzà, è possibile riscoprire il profumo del ginepro e del pino mugo e immergersi in un ambiente incontaminato ancora capace di far emozionare. In un periodo in cui anche il turismo si fa più lento e il silenzio delle baite di montagna vince sulla rumorosità dei resort affollati, le famiglie possono godersi la natura e la buona cucina, capaci di sollevare lo spirito e caricare il corpo di nuove energie.

 

Gita in Malga Montasio: una giornata per riscoprire la natura e la buona tavola

Quest’anno la neve non si è fatta attendere sulle montagne friulane ed è già tempo di rispolverare le ciaspole. Un itinerario dal fascino naturalistico, ma adatto anche ai meno esperti, è quello che parte da Sella Nevea. Si tratta di una passeggiata magica tra boschi ed alpeggi, che sfocia in un panorama stupendo: l’altopiano del Montasio abbracciato da un anfiteatro di cime ammantate da una coltre di neve.

Il percorso sale da Sella Nevea alla casera Cregnidul, passa per Casera Parte di Mezzo e Casera Larice, nelle vicinanze del rifugio Brazzà, per poi ritornare a Sella Nevea attraverso la strada asfaltata che durante l’inverno è coperta di neve. Prima di intraprendere il cosiddetto “giro delle malghe” occorre valutare le condizioni della neve, poiché quando le precipitazioni sono più intense non si escludono slavine causate sa distacchi spontanei.

Poco sopra Sella Nevea si trova la Malga Montasio, situata sull’omonimo altopiano ad un’altezza tra i 1500 ed i 1800 metri sul livello del mare. Si compone di 1064 ettari, dei quali in bella stagione la metà è destinata al pascolo. Vi si trovano anche un ristoro agrituristico, dove è possibile passare la notte e una latteria, presso la quale è disponibile il Montasio “Prodotto della Montagna”, fatto solo con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato (minimo 60 giorni) sopra i 600 metri di altitudine. La piacevolezza del gusto e le proprietà nutritive del Montasio faranno in breve recuperare le forze perse durante la passeggiata nella neve, facendo venire voglia di ritornare presto sull’altopiano del Montasio.

Il Montasio DOP, una storia che dura dal 1200.

Oggi il formaggio Montasio è tra le Dop per eccellenza; è sinonimo di prelibatezza, di gusto e di garanzia; viene scelto perché è naturalmente privo di lattosio e perfettamente bilanciato dal punto di vista nutrizionale. Ma, se abbiamo il formaggio di oggi, bisogna ringraziare i produttori di ieri: quali sono quindi le origini del nostro formaggio preferito? Chi lo ha creato?

La storia di questo prodotto è molto antica: risale al 1200, e si può collocare nelle vallate delle alpi Carniche e Giulie. Al tempo, presso l’Abazia di Moggio Udinese, alcuni monaci Benedettini, iniziarono a produrre quello che poi verrà chiamato “formaggio”, con l’unico scopo di trovare una modalità di conservazione di un prodotto deperibile come il latte e di combattere le ristrettezze alimentari del rigido inverno alpino.

Solo nel 1700 il formaggio dei monaci cominciò a distinguersi dalle altre produzioni, per merito sia della qualità del latte vaccino prodotto dai pascoli estivi, sia per le continue affinature delle tecniche di produzione dei malgari della zona. Pian piano quindi si affermò come identità vera e propria, sotto il nome di “Formaggio Montasio”, apparso per la prima volta in alcuni documenti tariffari trovati a San Daniele del Friuli e risalenti al 1773. Proprio in questi scritti è emerso come esso rappresentasse un prodotto di alto prestigio.

Nel corso dei secoli, grazie alla sua ottima reputazione in tutta l’Italia Nord-Orientale, il Montasio è diventato il fiore all’occhiello della produzione casearia della Regione Friuli, riuscendo ad ottenere territori sempre più ampi per i propri pascoli e i migliori capi di bestiame. Così, nella seconda metà del 1800, è nato un movimento cooperativo di caseifici, intenti a sostenere e tutelare la produzione di questo formaggio, fondando a Codroipo il Consorzio per Tutela del Formaggio Montasio. Fino a quando, nel 1955, il Montasio viene ufficialmente dichiarato come “Tipicità”, ottenendo nel 1986 la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e, nel 1996, la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Per concludere, è giusto quindi affermare che se non si conosce la storia di ieri, non si possono apprezzare i risultati di oggi. Infatti, solo nel 2018, il Formaggio Montasio ha contato quasi 900 mila forme prodotte, esportando la sua storia, la sua gustosità e la tradizione italiana in tutta la nazione e nelle zone limitrofe.

Al via la nuova campagna “Momenti Montasio”

Emozionare, coinvolgere e raccontare i valori del formaggio Montasio Dop stuzzicando i palati più esigenti attraverso immagini e contenuti: questi gli obiettivi della campagna multicanale Momenti Montasio, al suo secondo “capitolo” dopo il debutto della scorsa estate. Firmata e pianificata dall’agenzia Aipem di Udine in stretta collaborazione con il Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop, la campagna prevede uscite stampa su quotidiani e periodici nazionali, pubbliche relazioni, ufficio stampa e una considerevole attività digitale che spazia dal web marketing, al social advertising e alle digital PR, con un focus particolare verso una corretta informazione scientifico-nutrizionale del prodotto.
Concept di base sempre focalizzato sull’idea che ogni circostanza quotidiana, dal relax al lavoro, dallo sport ai momenti conviviali, può diventare uno dei Momenti Montasio. L’immagine, elegante e suggestiva, conferma il nuovo posizionamento di marca e il valore di un prodotto prezioso e di qualità della tradizione italiana, caposaldo della tipicità agroalimentare e culinaria del territorio di produzione che si estende nel Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale.

A stuzzicare gli appetiti degli utenti del web e a incrementare ulteriormente l’engagement nelle diverse piattaforme social, un racconto continuo della genuinità e qualità del prodotto attraverso immagini, video, contenuti informativi scientifico-nutrizionali e coinvolgenti videoricette che si possono scaricare anche dai nuovi e innovativi ricettari.

E per un’emozionante narrazione sono state coinvolte anche delle rinomate blogger e influencer del panorama italiano in grado di trasmettere alle loro community di riferimento gusto, storia e valori di un formaggio di qualità, lattosio free, seguito e curato in tutte le fasi della filiera.

Il Contadino Nick consiglia: Montasio e ortica selvatica.

Il “Contadino Nick”, nome d’arte di Niccolò Burinato, 28enne di Desio che è conosciuto sui social per i consigli sulle coltivazioni agricole, fornisce una sua interpretazione del principe dei formaggi friulani, il Montasio Dop. 

«Mater artium necessitas» direbbero gli antichi, «la necessità aguzza l’ingegno» diremmo noi. La stagione del raccolto homemade stenta a decollare, complice il maltempo e l’escursione termica di questi mesi. Questa condizione precaria e altalenante, influisce direttamente sulla quantità e sulla qualità della frutta e della verdura di stagione che faticano, conseguentemente, a maturare ed a regalarci quel loro inconfondibile sapore intenso, condito dal lavoro, dall’impegno e da una dose di buona volontà. Pertanto, non dobbiamo arrenderci ma aguzzare l’ingegno ed utilizzare, ad esempio, i frutti che la terra riesce spontaneamente a donarci.

Uno di questi prodotti, facilmente reperibile nei mesi primaverili ai bordi dei boschi, delle strade di campagna e nelle zona di penombra dei terreni incolti, è l’ortica selvatica, tanto bistrattata quanto necessaria per alcune sue proprietà e benefici. L’ortica selvatica, tuttavia, per poter essere impiegata in cucina deve essere assolutamente raccolta – sempre mediante l’uso di guanti – prima che fiorisca, altrimenti non potremo più servircene. Di questa dovremo utilizzare solamente le foglie nuove, quelle poste nella parte più alta della pianta, avendo cura di averle lavate attentamente prima e sbollentate poi. Questa fase consentirà di eliminare la proprietà urticante dell’ortica rendendola, a tutti gli effetti, un’erba pronta per essere utilizzata in diversi modi in cucina.

Grazie al suo gusto amarognolo possiamo identificare l’ortica, inoltre, come un partner ideale per il formaggio Montasio DOP mezzano, dall’inconfondibile sapore rotondo che ben si sposa con il carattere erbaceo della pianta. Un connubio perfetto per due prodotti sani e genuini, reso ancor più definito se presentato nelle vesti raffinate di un flan, ricoperto da una deliziosa e leggera crema al Montasio DOP mezzano ed accompagnato da croccanti frittelle di fiori di sambuco.

Una ricetta elegante, poco impegnativa ed in grado di far esprimere ancora di più le qualità del formaggio Montasio, esaltandone al tempo stesso la dolcezza ed il suo sapore delicato. Un piatto ricercato che parte soprattutto dalla consapevolezza che la maggior parte dei frutti che la terra ci offre, può essere impiegata nelle nostre cucine. Mai come oggi, pertanto, bisogna fare di necessità virtù!

Vediamo ora nel dettaglio come preparare questo sfizioso antipasto:

INGREDIENTI PER FLAN DI ORTICHE CON CREMA DI MONTASIO DOP MEZZANO E FRITTELLE DI FIORI DI SAMBUCO

PER QUATTRO FLAN 

500 g ortiche selvatiche (foglie alte della pianta)

2 tuorli

100 g Montasio DOP mezzano grattugiato

1 spicchio d’aglio

q.b. sale fino

q.b. noce moscata

q.b. pepe bianco

q.b. olio extra vergine di oliva

PER LA CREMA

200 g Montasio DOP mezzano

100 g latte intero

PER LE FRITTELLE

1 fiore di sambuco

50 g farina di riso

3 cubetti di ghiaccio

70 ml acqua frizzante

q.b. olio di arachidi

PREPARAZIONE FLAN

Mettere in una padella un filo d’olio extravergine d’oliva e far dorare lo spicchio d’aglio schiacciato, aggiungere le ortiche precedentemente sbollentate e strizzate, lasciare insaporire leggermente, salare e pepare a piacere. Rimuovere l’aglio dalla padella e frullare le ortiche (in caso di difficoltà versare una piccola quantità di latte intero, q.b.), aggiungere successivamente la noce moscata q.b., 2 tuorli e 100 g di Montasio DOP mezzano, precedentemente grattugiato, abbassando la velocità del frullatore. Aggiustare con un pizzico di sale e trasferire il tutto in stampini per cottura precedentemente oliati ed infornare a 160° per circa 15 min.

PREPARAZIONE CREMA

Tagliare 200 g di Montasio DOP mezzano a fette sottili e lasciarle riposare nel latte per circa mezz’ora. Fondere il tutto a bagnomaria fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

FRITTELLE DI FIORI DI SAMBUCO

Preparare una boul contenente 50 g di farina di riso, aggiungere 3 cubetti di ghiaccio e stemperare con una frusta in 70 ml di acqua frizzante da frigorifero, circa 4°, fino ad ottenere una pastella liscia e fluida. Tagliare il fiore di sambuco in quattro fiocchetti e friggerli in olio di arachidi precedentemente riscaldato a 180°.

PRESENTAZIONE DEL PIATTO

Sformare il flan sul piatto, ricoprirlo con un cucchiaio di crema e decorare con un fiocchetto di frittella di fiore di sambuco.

Buon appetito!