Articoli

Gita in Malga Montasio: una giornata per riscoprire la natura e la buona tavola

Quest’anno la neve non si è fatta attendere sulle montagne friulane ed è già tempo di rispolverare le ciaspole. Un itinerario dal fascino naturalistico, ma adatto anche ai meno esperti, è quello che parte da Sella Nevea. Si tratta di una passeggiata magica tra boschi ed alpeggi, che sfocia in un panorama stupendo: l’altopiano del Montasio abbracciato da un anfiteatro di cime ammantate da una coltre di neve.

Il percorso sale da Sella Nevea alla casera Cregnidul, passa per Casera Parte di Mezzo e Casera Larice, nelle vicinanze del rifugio Brazzà, per poi ritornare a Sella Nevea attraverso la strada asfaltata che durante l’inverno è coperta di neve. Prima di intraprendere il cosiddetto “giro delle malghe” occorre valutare le condizioni della neve, poiché quando le precipitazioni sono più intense non si escludono slavine causate sa distacchi spontanei.

Poco sopra Sella Nevea si trova la Malga Montasio, situata sull’omonimo altopiano ad un’altezza tra i 1500 ed i 1800 metri sul livello del mare. Si compone di 1064 ettari, dei quali in bella stagione la metà è destinata al pascolo. Vi si trovano anche un ristoro agrituristico, dove è possibile passare la notte e una latteria, presso la quale è disponibile il Montasio “Prodotto della Montagna”, fatto solo con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato (minimo 60 giorni) sopra i 600 metri di altitudine. La piacevolezza del gusto e le proprietà nutritive del Montasio faranno in breve recuperare le forze perse durante la passeggiata nella neve, facendo venire voglia di ritornare presto sull’altopiano del Montasio.

Formaggio in musica: l’Hip Hop vince sulla classica

Far ascoltare musica classica ai bambini è ormai una prassi conosciuta in tutto il mondo. Anche i vigneti con le note di Mozart e Beethoven fanno parlare sempre più di sé. Ma chi hai mai letto notizie sul formaggio invecchiato a suon di musica hip hop?

Si parla della nuova branca della scienza, la Sonochimica, che ha come oggetto lo studio e l’approfondimento dell’effetto diretto e indiretto delle onde sonore e delle risonanze sui corpi solidi di qualunque tipo, quindi anche del cibo.
L’esperimento è stato ideato e messo in pratica da Beat Wampfler, veterinario e produttore di formaggi, in collaborazione con gli studenti e ricercatori dell’Haute école des arts (Universita delle Arti) di Berna, ed è passato alla storia come “Cheese in Surround Sound – a culinary art experiment”.

Lo studio ha avuto luogo in un caseificio risalente al 1853, nella zona di Burgdof in Svizzera, dove 8 forme di formaggio, di circa 40 cm di diametro e tutte appartenenti allo stesso lotto di produzione, sono state inserite in 8 cassette di legno differenti, e lasciate stagionare per 6 mesi. Ognuna di queste cassette era dotata di un dispositivo audio posto sotto la forma, che riproduceva in loop per 24 ore al giorno un determinato genere di musica. Alcune cassette prevedevano la musica classica con i flauti di Mozart, altri i grandi successi dei Led Zeppelin, altri ancora la musica Rep, piuttosto che l’Hip-Hop, il Jazz o la Techno. Solo una cassetta è stata lasciata in silenzioso, per poter notare un’eventuale differenza.

Al termine della fase di stagionatura, il 14 Marzo 2019 le cassette sono state aperte. È stato effettuato un blind test da un panel di degustatori professionisti, ripetuto due volte per poter ottenere un risultato il più possibile oggettivo. Quel giorno, gli esiti hanno lasciato a bocca aperta i presenti. Gli enzimi ed i batteri del formaggio, che sono direttamente responsabili del gusto, hanno recepito un determinato tipo di musica, facendo in modo che ogni forma assumesse un sapore distintivo. Inaspettatamente, l’Hip-Hop ha battuto la musica classica, conferendo alla propria forma un sapore eccezionalmente fruttato, con un gusto e un profumo ben distinguibili dagli altri campioni.

Chissà se anche al Montasio Dop sarà gradita la musica Hip-Hop, in ogni caso rimangono invariate le caratteristiche nutritive di questo eccezionale alimento, quali la naturale assenza di lattosio dai due mesi di stagionatura e la ricchezza in proteine e calcio, che lo rendono un alimento non solo buono ma anche prezioso per completare una sana alimentazione.

Frico con pop corn: la nuova moda di New York

Da molti anni, il frico preparato con il Montasio Dop è sbarcato a New York, tanto da essere inserito nei menù gourmet di alcuni del migliori ristoranti della città. Infatti, già più di 20 anni fa, Joe Bastianich e sua madre Lidia lo presentarono alla Grande Mela sotto forma di street food, in un ristorantino chiamato Frico Bar. Ma si sa che agli americani piace personalizzare le ricette, e così lo chef Jean-Georges Vongerichten, capo cuoco del ristorante con tre stelle Michelin del Trump Hotel, ha creato un frico con Cheddar, il formaggio inglese dal caratteristico colore arancione, e con… i pop corn. Un piatto che la rivista Time Out e il New York Magazine hanno nominato “pop corn – Cheddar Frico”.

Gli appassionati si chiederanno perché aggiungere i poc corn al frico? Secondo lo chef stellato, sono ideali per aumentare la croccantezza del piatto e devono essere incorporati nel formaggio mentre questo si sta ancora sciogliendo. Ovviamente la notizia ha scatenato un po’ di clamore e numerose critiche da parte dei sostenitori della ricetta originale, che al di là di tutti le sperimentazioni, rimane un piatto ambasciatore della cucina italiana nel mondo. Tanto più quando è preparato con il formaggio per eccellenza, ovvero il Montasio Dop, che dai 2 mesi di stagionatura è naturalmente privo di lattosio e quindi adatto anche alle persone intolleranti a questo zucchero.

Il Montasio Dop e il Caramello: mix alternativo per i tuoi dolci gourmet.

Per gli amanti della Cucina Fusion, suggeriamo oggi un abbinamento alternativo ma di grande gusto. Alzi la mano chi non ha mai provato i popcorn con il caramello! Per questo, dopo aver scoperto la versione americana del frico con i pop corn, è il momento di provare un accostamento dolce e salato, con gusto forte e leggero, in un piatto dalle tonalità crema bello da vedere e buono da gustare.

Il caramello è il risultato del riscaldamento ad alte temperature (160°C) del saccarosio, e le mode dell’ultimo periodo prevedono l’utilizzo di questo prodotto per condire sia dolci che salati, dal cioccolato ai peperoni, dal pesce agli stufati di carne. Quindi perché non provare ad abbinarlo al Montasio? In una deliziosa cheesecake con crema spalmabile al caramello. O semplicemente si può tagliare il Montasio Dop, sia fresco che stagionato, a cubetti e decorarlo con abbondante caramello, come alternativa gourmet ai soliti dolci durante una cena tra amici. Anche dal punto di vista nutrizionale, la ricchezza in proteine e calcio del Montasio rende il piatto più equilibrato. Inoltre, essendo il Montasio dai due mesi di stagionatura naturalmente privo di lattosio, questo dolce facile e veloce da preparare è una perfetta proposta anche per chi è intollerante al lattosio.

LO STICK DI FORMAGGIO MONTASIO DOP ARRIVA NEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Avete mai fatto caso ai marchi degli alimenti presenti nei distributori automatici? Se sì, vi siete di sicuro accorti di come la maggioranza appartenga ad aziende multinazionali. Ma come sarebbe invece se nei distributori automatici ci fossero i prodotti locali?

Di fronte ad un bisogno sempre più urgente di distinguere le eccellenze del territorio dai prodotti standardizzati delle multinazionali, alcune organizzazioni e società stanno lottando affinché al di là del vetro e delle spirali in metallo dei distributori automatici compaiano delle monoporzioni che mostrino orgogliosi i nostri marchi locali.

Con questa intenzione il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio Dop ha deciso di autorizzare la produzione di stick monodose di Montasio DOP. Le singole porzioni, confezionate in un packaging trasparente, permettono di avere sempre a disposizione una piccola razione di formaggio capace di fornire il perfetto apporto nutrizionale di uno spuntino. In questo modo, lo stick di Montasio diventa una ricarica di energia pronta all’uso, ideale come snack per chi pratica sport, ma anche ai bambini come merenda da portare a scuola.

I distributori con i monoporzione di Montasio sono stati presentati durante l’edizione 2019 di Friuli DOC, riscuotendo molto successo da parte degli appassionati di formaggio. Un’iniziativa capace di venire incontro alle esigenze dei consumatori di oggi dando valore al territorio.

Dolci pensieri al gusto di Montasio

In cucina è bello sperimentare. Ecco perché abbiamo pensato di proporre due idee che rispecchino perfettamente l’idea della sorpresa al formaggio.

La maggior parte di noi ha già sentito nominare i famosi Baci di Dama, ma se come veloce antipasto vi proponessimo un bacio al gusto di Montasio DOP e ricotta?
Per la creazione di 15 bocconcini, gli ingredienti per la pasta sono i seguenti: 70 g di Montasio DOP Stravecchio, stagionato oltre 18 mesi; 100 g di farina 00; 100 g farina di mandorle; 80 g di burro freddo; un pizzico di sale; 2 cucchiai di latte.
Per la preparazione della farcitura sono necessari i seguenti ingredienti: 100 g di ricotta vaccina; 40 g di Montasio DOP Stravecchio (alimento molto ricco in proteine e calcio: http://www.montasio.com/educazione-nutrizionale/); 1 pera; pepe nero e sale; una noce di burro.
Nella prima fase inserire in un recipiente il latte, il burro, il Montasio grattugiato, la farina e il sale, poi frullare fino ad ottenere un impasto cremoso. Dopo trasferire il composto su un tavolo, dove poterlo lavorare manualmente, formando una grande palla.
Dopo aver rivestito una teglia con la carta forno, suddividere l’impasto in circa 30 palline, poco più grandi di una nocciola, ben distanziate fra loro e schiacciarle delicatamente al centro quando vengono appoggiate alla superficie. Successivamente cuocere il tutto in forno preriscaldato, sul ripiano inferiore, a 180° per circa 20 minuti, fino a quando l’impasto non si mostri dorato, a quel punto chiudere il forno e lasciare raffreddare fuori da esso.
Nella seconda fase, per la farcitura, lavare, sbucciare e tagliare a cubetti la pera. Saltarla in padella con la noce di burro a fuoco vivace, per poi lasciarla in parte. Dopo scolare la ricotta e aggiungerla in una ciotola con il Montasio DOP grattugiato, il pepe e il sale, e la pera fredda a cubetti, mescolare bene. A questo punto la pasta esterna sarà già raffreddata ed è arrivato il momento di creare i baci: farciteli a due a due con la crema di ricotta e pere.
Avrete così creato dei piccoli baci al formaggio per una coccola sfiziosa!

La seconda idea che oggi proponiamo è un pacchetto regalo al gusto di formaggio e porro, per una sorpresa appetitosa e stuzzicante.
Gli ingredienti per la preparazione sono i seguenti: 2 confezione di formaggio spalmabile, olio d’oliva, pepe nero, 1 porro, 1 peperone roso, erbe aromatiche come timo, erba cipollina, aneto, maggiorana o altro.
La preparazione è moto semplice. In una ciotola aggiungere il formaggio, l’olio il pepe e le erbe aromatiche già tritate e lavorarlo con cura. Versare l’impasto in una teglia rettangolare apribile (della grandezza ed altezza di un pacchetto regalo), avvolta dalla carta forno, facendo attenzione a livellare correttamente la superficie. Inserire la teglia nel congelatore per 40 minuti.
In attesa dell’impasto, bollire la parte verde del porro fino a quando non risulta morbida, poi facciamola raffreddare facendo attenzione a non rovinarla. Intanto tagliamo il peperone a quadratini e cerci che serviranno per decorare le pareti del pacchetto regalo.
A questo punto riprendiamo la teglia dal congelatore e sfoderiamo l’impasto così da poterlo guarnire a piacimento ed utilizziamo il porro preparato per creare un nastro verde. A questo punto la sorpresa al Montasio DOP è pronto per deliziare i nostri cari.

Esistono molti atti di gentilezza, ma quelli che hanno a che fare con il cibo sono i più apprezzati, per questo i vostri familiari e amici apprezzeranno le vostre creazioni culinarie.

Montasio e clima: quanto il meteo influisce sul gusto finale del formaggio

In pochi sanno che il sapore dei nostri formaggi è influenzato non solo dalla stagionatura, ma anche dalle condizioni climatiche in cui si trovano le bovine da latte. La quantità di pioggia, il livello di caldo e le condizioni del suolo hanno effetti sulla produzione del latte e quindi sul sapore e sulle caratteristiche del formaggio.

Secondo il report “Studio conoscitivo dei cambiamenti climatici e di alcuni dei loro impatti in Friuli Venezia Giulia”, scritto nel maggio 2018, se si analizzano alcuni degli eventi estremi come le cosiddette notti tropicali (durante le quali si registra una temperatura superiore della media), dal 1961 al 2016, si è passati da 5 a 15 notti calde in totale e, anno dopo anno, i valori continuano a destare interesse. Inoltre, i dati relativi all’andamento pluviometrico mostrano come si stia andando verso decenni caratterizzati da una tendenza al riscaldamento e un aumento del rischio di aridità, soprattutto estiva. Un altro fattore che ogni anno è possibile notare senza il supporto di strumentazione, è l’allungamento della stagione estiva, rendendo i mesi di giugno e settembre molto più caldi rispetto al passato e critici per il benessere delle bovine, che manifestano elevati livelli di stress da caldo, tanto da aumentare il rischio di un calo produttivo e sempre più elevata perdita di latte, che invece non era presente decenni prima.

Per questo l’attenzione al benessere animale passa anche attraverso una considerazione sempre più attenta dei fattori climatici. Il rispetto del territorio, valore centrale per il Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio DOP, prevede una particolare valutazione dell’evoluzione dei processi produttivi, capace di garantire sempre quell’alta qualità che contraddistingue il Montasio.

Il Montasio DOP, una storia che dura dal 1200.

Oggi il formaggio Montasio è tra le Dop per eccellenza; è sinonimo di prelibatezza, di gusto e di garanzia; viene scelto perché è naturalmente privo di lattosio, senza glutine e perfettamente bilanciato dal punto di vista nutrizionale. Ma, se abbiamo il formaggio di oggi, bisogna ringraziare i produttori di ieri: quali sono quindi le origini del nostro formaggio preferito? Chi lo ha creato?

La storia di questo prodotto è molto antica: risale al 1200, e si può collocare nelle vallate delle alpi Carniche e Giulie. Al tempo, presso l’Abazia di Moggio Udinese, alcuni monaci Benedettini, iniziarono a produrre quello che poi verrà chiamato “formaggio”, con l’unico scopo di trovare una modalità di conservazione di un prodotto deperibile come il latte e di combattere le ristrettezze alimentari del rigido inverno alpino.

Solo nel 1700 il formaggio dei monaci cominciò a distinguersi dalle altre produzioni, per merito sia della qualità del latte vaccino prodotto dai pascoli estivi, sia per le continue affinature delle tecniche di produzione dei malgari della zona. Pian piano quindi si affermò come identità vera e propria, sotto il nome di “Formaggio Montasio”, apparso per la prima volta in alcuni documenti tariffari trovati a San Daniele del Friuli e risalenti al 1773. Proprio in questi scritti è emerso come esso rappresentasse un prodotto di alto prestigio.

Nel corso dei secoli, grazie alla sua ottima reputazione in tutta l’Italia Nord-Orientale, il Montasio è diventato il fiore all’occhiello della produzione casearia della Regione Friuli, riuscendo ad ottenere territori sempre più ampi per i propri pascoli e i migliori capi di bestiame. Così, nella seconda metà del 1800, è nato un movimento cooperativo di caseifici, intenti a sostenere e tutelare la produzione di questo formaggio, fondando a Codroipo il Consorzio per Tutela del Formaggio Montasio. Fino a quando, nel 1955, il Montasio viene ufficialmente dichiarato come “Tipicità”, ottenendo nel 1986 la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e, nel 1996, la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Per concludere, è giusto quindi affermare che se non si conosce la storia di ieri, non si possono apprezzare i risultati di oggi. Infatti, solo nel 2018, il Formaggio Montasio ha contato quasi 900 mila forme prodotte, esportando la sua storia, la sua gustosità e la tradizione italiana in tutta la nazione e nelle zone limitrofe.

Lingua friulana in casa Montasio: “cjatâ chel dal formadi”

Se siete stati in Friuli, vi può essere capitato di sentir dire: “cjatâ chel dal formadi”. Ma cosa significa “trovare quello del formaggio?”. Le storie popolari qu questo tema sono molto dibattute, visto che il medesimo modo di dire si trova anche in dialetti del Veneto e del Trentino.

Secondo una leggenda veneziana, “Rivarà quel del formajo” farebbe riferimento alle “Formagee dea Giudeca”, le case in cui vivano i conciapelli che erano soliti usare delle cortecce di rovere per conciare le pelli, utilizzate come combustibile una volta fatte asciugare e pestate. Da qui quello del formaggio sarebbe colui che “batte le cortecce”, ovvero che “ti pesta per bene”.
Un’altra interpretazione origina in Trentino, dove si narra che per l’affitto di una malga sul monte Spinale, fosse stato pattuito un “uomo del formaggio”, ovvero tanto formaggio quanto ne serve per raggiungere l’altezza di un uomo. Vista la scarsità di cibo di quell’anno, i proprietari della malga inviarono a riscuotere il pagamento un uomo molto alto. Il malgaro che, arrivato alle spalle del riscossore del tributo aveva finito il formaggio, prese un’ascia e tagliò la testa del gigante. Trovare quello del formaggio starebbe a significare quindi “fare una brutta fine”.
Infine, si può interpretare la formula “cjatâ chel dal formadi” con il riferimento al fatto che i malgari, produttori di formaggio, erano uomini di montagna, abituati a un lavoro duro, sbrigativi nei modi e che non esitavano a farsi giustizia da soli, nel caso in cui qualcuno avesse provato a imbrogliargli.
“Cjatâ chel dal formadi” è un modo di dire diffuso in tutto il territorio friulano, che del formaggio, e in particolare del Montasio DOP che prende il nome dell’omonimo altopiano, ha fatto una vera e propria bandiera. Tanto che il gusto ricco, le elevate proprietà nutritive e la caratteristica di essere naturalmente privo di lattosio dai 2 mesi di stagionatura, lo hanno reso un alimento apprezzato in tutto il mondo.

Tè al Formaggio, il nuovo esperimento che spopola sul web.

Ogni mese la Fusion Cooking trova un nuovo argomento con il quale spopolare sul Web.
Il popolo british non farà salti di gioia, ma è arrivato il momento di parlare della nuova moda del Tè al Formaggio, per poi provarla di persona e poter giudicare.

Stiamo parlando di una nuova bevanda che sta conquistando gli Stati Uniti, ma che ha spopolato prima in Asia, essendo nata a Taiwan nel 2010.
Tutto ha avuto inizio dalla constatazione di come i due gusti stessero molto bene insieme, e fin qui niente di particolarmente strano. Successivamente però nella città ha fatto la sua prima apparizione una bevanda al tè che presentasse un topping al formaggio. Non è semplice da immaginare, eppure in breve tempo ha avuto un grande successo soprattutto a Singapore, in Cina, per poi arrivare sino alla Malesia. Ma non finisce qui: la bevanda, diventata uno dei drink preferiti da postare sui social network, ha fatto il giro del mondo, sbarcando pure sulle coste occidentali, a Los Angeles e a New York, con il nome di “Cheese Tea”.

Per la preparazione di questo mix, si utilizzano varietà particolari di tè, come il matcha, quello nero, oppure l’oolong. Per quanto riguarda il formaggio, esso può essere utilizzato in vari modi. Nelle zone orientali è uso comune preferire il formaggio in polvere, mentre gli americani prediligono quelli a pasta dura, giocando in casa con il cheddar. I due ingredienti base vanno quindi mescolati insieme fino a quando la consistenza non assomiglierà a quella della soffice panna montata; esistono due piccole regole per rendere il gusto perfetto ed autentico: aggiungere un pizzico di sale rosa e non correggere mai di zucchero. Questo per evitare che il delicato sapore della bevanda, simile a quello di un milkshake, venga compromesso. Infatti, il gusto salato del formaggio sembra bilanciarsi perfettamente con l’amaro del tè.

La bevanda è arrivata anche in Europa, allo Chateau Dufan, nella zona di Chinatown a Milano. Inoltre, molte sono le testimonianze di persone che lo hanno provato, e tutte alle prese con varianti e correzioni secondo i gusti personali. Chi utilizza un tè più classico come Earl Grey, chi sceglie formaggi a pasta dura e chi addirittura freschi, come la ricotta. C’è anche chi, contro tutte le regole della ricetta originale, utilizza una guarnizione di biscotti sbriciolati, per dare un sapore più dolce e croccante.

Da qualsiasi punto la si voglia vedere, si tratta di un mix originale, da provare anche con il Montasio Dop privo di lattosio!