Articoli

Il Montasio DOP: buono per tutta la famiglia.

Il formaggio è uno tra gli alimenti con più varietà di sapori, aromi e valori nutrizionali al mondo, grazie alle diverse tipologie di lavorazioni individuate nei secoli, che rendono la stessa materia prima, ossia il latte, un nuovo alimento con caratteristiche nutrizionali adatte per ogni fascia d’età.

Il formaggio, quindi, essendo un concentrato di tutte le qualità nutritive del latte, diventa un’ottima fonte di proteine e di calcio, minerale indispensabile per i processi di crescita del nostro organismo, dalla formazione e dal mantenimento delle ossa e dei denti alla trasmissione degli impulsi nervosi, o ancora per la contrazione dei muscoli, la coagulazione del sangue e tanto altro.

Per queste ragioni, l’apporto ideale di calcio deve essere studiato con attenzione all’interno dei pasti familiari, dove i diversi componenti, con età differenti, hanno necessità diverse: il fabbisogno aumenta, infatti, nella fase adolescenziale e in tarda età.

Ma approfondiamo meglio i giusti valori nutrizionali adatti alle esigenze di ogni membro della famiglia. Per il bambino appena nato, ovviamente non esiste variante migliore del latte materno; mentre, i bambini da due anni in poi cominciano a variare la propria dieta e a provare il piacere di assaggiare alimenti diversi e più saporiti: è qui che un bicchiere di latte la mattina rimane sempre un ottimo modo per iniziare con grinta la giornata. Invece, per i pasti principali, soprattutto il pranzo, si consiglia di utilizzare formaggi freschi, ma con un alto valore di proteine ed una bassa dose di grassi. Per questo, si consiglia il Formaggio Montasio Fresco, stagionato da 60 a 120 giorni, con un sapore morbido e delicato ed un apporto di grassi inferiore rispetto alle altre stagionature, che conferisce una dose di 740 mg di calcio per 100 g di prodotto.

La fase adolescenziale, dai 10/12 anni in poi, invece è quella in cui il corpo ha il fabbisogno energetico più alto. Fondamentale diventa la prima colazione, che deve essere abbondante e ricca di diversi ingredienti, dove il latte la fa ancora da padrone, accostato a cereali, biscotti, frutta fresca o marmellata. Per garantire, il giusto apporto di proteine, durante i pasti principali è buona abitudine utilizzare porzioni di formaggio più stagionato, come il Montasio Stravecchio, perché più ricco di calcio, con 850 mg per 100 g di formaggio.

Anche con l’aumentare dell’età, in particolare dai 60 anni, è importante accrescere le dosi di formaggio. È necessario, infatti, assicurarsi sempre il giusto apporto nutritivo per potenziare lo scheletro e i muscoli, con una regola semplice: poche calorie, e via libera alle proteine e al calcio. In questa fase l’apporto giornaliero consigliato di Ca varia tra i 1200 mg ed i 1500 mg e, in quest’ottica, si consiglia una dose giornaliera di Formaggio Montasio Stravecchio, che presenta i valori nutrizionali più alti di calcio e proteine.

In ogni periodo della vita, è utile comprendere le necessità del proprio corpo, così da poter valutare con attenzione i valori nutrizionali degli alimenti che si sceglie di mettere nel piatto. Prendersi cura della propria alimentazione, con attenzione per i cibi sani e con il giusto equilibrio è fondamentale ad ogni età. Il Formaggio Montasio, naturalmente privo di lattosio e gluten free, con la sua equilibrata composizione nutrizionale tra acqua, lipidi e proteine, è la scelta ottimale per tutti i membri della famiglia e per tutte le età, grazie alla sua alta digeribilità.

 

Covid-19 ed effetto Cocooning: le nostre Malghe come meta per le vacanze estive 2020 

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 avrà un’influenza di lungo termine sulle abitudini di consumo degli italiani, anche per quanto riguarda il turismo. Secondo gli esperti, infatti, l’estate 2020 sarà caratterizzata da un turismo slow, che privilegia mete non tanto distanti dalla propria abitazione e presta grande attenzione alla sicurezza. Una tendenza, definita “effetto cocooning”, che preferisce il kilometro zero e, in particolare, le destinazioni dove il rischio di assembramento è più basso, come gli itinerari naturalistici delle nostre montagne.

 

Tra le mete più piacevoli dal punto di vista paesaggistico, c’è sicuramente l’Altopiano del Montasio, che d’estate si colora del verde dei prati dove le mucche sono lasciate libere di pascolare. Proprio qui nasce il Montasio Prodotto di Montagna. Per rientrare in questa classificazione, il formaggio deve essere prodotto con latte crudo raccolto, lavorato e stagionato per minimo 60 giorni in un’area compresa nella zona di produzione indicata dal Consorzio di Tutela che si trova sopra i 600 metri di altitudine. Il gusto genuino di questo formaggio si sposa a preziose proprietà nutritive. L’apporto di calcio, proteine, fosforo, ferro e vitamine, insieme all’alta digeribilità, rendono il Montasio un alimento adatto alle persone di tutte le età.

 

Attraverso i suggestivi sentieri che partendo da Sella Nevea si snodano tra i boschi di abeti passando per la Casera Larice e il Rifugio Brazzà, è possibile riscoprire il profumo del ginepro e del pino mugo e immergersi in un ambiente incontaminato ancora capace di far emozionare. In un periodo in cui anche il turismo si fa più lento e il silenzio delle baite di montagna vince sulla rumorosità dei resort affollati, le famiglie possono godersi la natura e la buona cucina, capaci di sollevare lo spirito e caricare il corpo di nuove energie.

 

Hamburger con Formaggio Montasio DOP: la merenda buona e sana

L’hamburger è un piatto così apprezzato da persone di tutte le età e nazionalità che gli è stata dedicata perfino una Giornata Mondiale: il 28 maggio. Ma non tutti gli hambuger sono uguali, a fare la differenza sono infatti le materie prime con le quali sono preparati. La scelta migliore è di sicuro quella degli ingredienti del territorio, che ne garantiscono l’alta qualità.

Ecco un’idea veloce per una merenda gustosa e allo stesso tempo ricca di sostanze nutritive: l’Hamburger Montasio DOP & Radicchio. Il procedimento è molto semplice e consiste nel lavare e tagliare a spicchi mezzo cespo di radicchio, che va poi cotto alla piastra. In seguito, si procede con la cottura a piacere di un hamburger di vitello, di 50 gr di pancetta fino a renderla croccante e di 50 gr di Montasio fresco tagliato a strisce. Non resta che tagliare a metà un panino fresco e tostarlo leggermente prima di inserirvi tutti gli ingredienti cotti in precedenza.

Per chi non ama la carne, è possibile preparare u

n Hamburger Veggie con Montasio DOP. Come ingredienti si possono usare mezza melanzana, una zucchina e mezzo peperone da lavare accuratamente e tagliare a striscioline prima della cottura alla piastra. Basta poi aggiungere 50 gr di Montasio passato per qualche minuto sulla piastra e inserire il tutto in un buon panino.

Poiché tale formaggio è naturalmente privo di lattosio, gli hamburger con Montasio sono una merenda ideale per chi è intollerante a questo zucchero. Occorre fare attenzione però anche al panino, andando a verificare sempre tra gli ingredienti che non contenga lattosio.

 

 

 

 

 

Il benessere e la sostenibilità della Dieta Mediterranea corre sul filo dei prodotti DOP e IGP

I vantaggi per il nostro organismo derivanti da una sana alimentazione e, in particolare, dalla dieta mediterranea sono ormai noti, ma ora, grazie allo studio “VA.BENE – DOP IGP Valore Benessere”, sono stati finalmente analizzati in maniera completa il valore nutrizionale e nutraceutico e gli elementi di sostenibilità del paniere dei prodotti agroalimentari DOP IGP italiani.

La ricerca, che è stata realizzata dalla Fondazione Qualivita con la partecipazione di Nutrafood, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutraceutica e Alimentazione per la Salute dell’Università di Pisa, con il supporto del Ministero delle politiche agricole, ha permesso di valorizzare ancora di più le caratteristiche di salubrità delle eccellenze italiane, come il Montasio DOP. Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato le valenze del paniere DOP IGP italiano attraverso le evidenze della ricerca accademica/scientifica italiana, le buone pratiche del settore e i contenuti della comunicazione mediatica.

Negli ultimi 10 anni, infatti, le IG italiane hanno portato avanti un importante lavoro dal punto di vista della ricerca per migliorare il benessere dei consumatori e la sostenibilità dell’intera filiera. Si tratta di un’evoluzione che merita di essere maggiormente veicolata a livello comunicativo, in modo da rendere l’utente finale sempre più cosciente di quello che mette nel carrello della spesa.

“Il progetto di ricerca non si limita ad approfondire le peculiarità strutturali del comparto sui temi benessere, sostenibilità e valori nutrizionali”, ha detto Mauro Rosati, Direttore Generale della Fondazione Qualivita, “ma afferma i prodotti DOP IGP come pilastri della Dieta Mediterranea e intende aprire nuove strade e fornire ulteriori spunti per la loro valorizzazione. In questo senso si pone come uno strumento al servizio di tutti i soggetti coinvolti nella valorizzazione delle IG italiane, suggerendo le linee guida per implementare le azioni di ricerca e comunicazione e focalizzando l’attenzione su aspetti fino ad oggi poco esplorati come il notevole impegno della ricerca accademico-scientifica sul fronte delle IG, il ruolo importante dei prodotti DOP IGP nella Dieta Mediterranea come asset strategico per la comunicazione”.

L’aspetto della ricerca scientifica e dell’importanza dell’educazione nutrizionale è ritenuto fondamentale anche dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio DOP, un alimento dall’alto valore nutritivo e con una composizione equilibrata: 32-36% di acqua, 32-34% di lipidi, 24-26% di proteine, che lo rendono ideale da gustare in ogni momento.

Il formaggio concilia il sonno?

Forse non tutti sanno che in Italia il disturbo del sonno è sempre più diffuso: oltre 9 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica e oltre il 45% della popolazione soffre di insonnia acuta o transitoria.

Sono state eseguite molte ricerche per capire come poter ridurre l’utilizzo di soluzioni artificiali, quali i sonniferi, e uno degli aspetti più approfonditi è stata la tipologia di alimentazione dei soggetti. È noto che uno stile di vita sano sia di fondamentale importanza per il benessere psico-fisico della persona, ma non solo: esistono alcuni alimenti che, a differenza di altri, producono naturalmente un aminoacido essenziale, il triptofano, che promuove la fisiologica produzione di due sostanze endogene, mediatrici del sonno, ossia la melatonina e la serotonina.

Gli alimenti in questione sono soprattutto proteici, come il latte ed i suoi derivati, la carne e le uova, oppure i cereali integrali o la fretta fresca e quella secca.

Per quanto riguarda i latticini, quali sono quelli maggiormente consigliati? In quali quantità? Innanzitutto, esistono un paio di miti da sfatare. Degli studi hanno dimostrato che bere un bicchiere di latte fresco, magari anche caldo, non aiuta chimicamente parlando, la prevenzione dell’insonnia, essendo spesso solo un fattore psicologico: evoca, infatti, sensazioni ed emozioni infantili, che a loro volta rimandano ad un profondo rilassamento psichico. Inoltre, dando per accertata la tolleranza al lattosio, il fattore calore porta l’elemento proteico del latte fresco a creare un effetto di acidità nello stomaco, rendendo il tutto meno digeribile.

Alla luce di tutto ciò, si può affermare che i formaggi che si consiglia di assumere la sera sono soprattutto quelli più stagionati, ma che hanno un apporto minore possibile di grassi e sale. Per questo, per migliorare la qualità del sonno, è meglio optare per il Formaggio Montasio Stagionato, che rappresenta il perfetto equilibrio tra le varie pozioni per quanto riguarda il necessario apporto di grassi e sali nel prodotto. Infine, per quanto riguarda la quantità corretta, essa non deve superare i 40/45 grammi di formaggio. Infatti, un ulteriore motivo per il quale si preferiscono gli stagionati è che i formaggi freschi, per ottenere lo stesso effetto, richiederebbero un apporto minimo di 250/300 grammi di prodotto, già superiore alla quantità giornaliera necessaria dall’organismo.

Cestini di formaggio con verdure e mimosa

È quasi l’8 Marzo e la festa delle donne sta per arrivare: hai già pensato a quando prendere le mimose? Sai già cosa vuoi organizzare?

Se il primo pensiero è stata l’organizzazione di una cenetta tra amiche o una cena romantica con una donna speciale, il Formaggio Montasio è l’alleato che fa al caso tuo.

Una buona idea è onorare la giornata con una semplice ricetta nella quale la mimosa ha un ruolo di primo piano, ad esempio aprendo la cena con dei scenografici cestini di formaggio con verdure e mimosa. Come si preparano? Per iniziare scaldate una padellina antiaderente tipica per la preparazione delle crêpes, e cospargetela con circa 40 g di Formaggio Montasio Fresco. Lasciatelo sciogliere delicatamente a fuoco medio, facendo attenzione che non si bruci. Poi giratelo con delicatezza, per non spezzarlo, giratelo dall’altro lato, questa volta più velocemente.
Come è stato cotto il primo, preparate altri 3 dischi di formaggio. Fino a quando sono ancora caldi, appoggiateli sul dorso di un bicchiere e date loro la forma del cestino, premendo leggermente con le mani, creando i lati del cestino.

Successivamente preparate gli asparagi, accorciandoli, pelandoli e lessandoli in acqua bollente, per poi tagliarli a tronchetti. Nel frattempo, scaldate in una padella una noce di burro e saltatevi gli asparagi tagliati.
Dopo aver riempito i cestini di formaggio con gli asparagi, è arrivato il momento di occuparsi della mimosa: cospargeteli sopra e se volete, guarnite anche con un uovo sodo sbriciolato, che intensifichi il colore giallo.

Ora la vostra cena può iniziare nel migliore dei modi.

Tanti auguri!

La Malga di ieri e di oggi

Il termine “Malga” deriva dalla tradizione latina delle Alpi centro-orientali e significa “pascolo in quota”. Col tempo si è cominciato ad associare questa parola anche alle strutture complessive funzionali all’allevamento del bestiame, soprattutto nel periodo estivo. Ma negli ultimi decenni qualcosa è cambiato, sia dal punto di vista delle attività associate a questo termine, sia nel rapporto che la malga e i suoi malgari instaurano con la società.

In passato, il sistema tradizionale della “transumanza” si articolava su tre livelli altimetrici: dall’autunno alla primavera, gli animali venivano mantenuti in stalla, presso strutture a fondovalle e versanti a quote più basse; successivamente, con l’arrivo della primavera il bestiame veniva spostato verso i prati-pascoli, situati a media quota, dove tornavano in autunno per rientrare a fondo valle; nel periodo estivo, invece, i pascoli venivano portati alle quote più alte, ossia il livello delle malghe. Questo sistema prevedeva il sostentamento di un numero definito di animali, attraverso delle risorse ambientali limitate, che a loro volta spingevano l’organizzazione verso un mero scambio tra prodotti per l’uomo e nutrienti per la terra.

Nei decenni scorsi, il numero degli allevamenti, soprattutto quelli di modeste dimensioni, è diminuito rapidamente. Per contro, le poche e grandi aziende ancora presenti sul territorio hanno aumentato il numero di capi di allevamento, sostituendo, soprattutto, le precedenti razze autoctone e rustiche, con altre altamente specializzate nella semplice produzione del latte.

Questo progressivo cambiamento e trasformazione dello scenario ha di conseguenza modificato anche il sistema tradizionale di gestione della transumanza: per trasferire gli animali dal fondovalle alle malghe e viceversa, al giorno d’oggi vengono utilizzati i grandi mezzi di trasporto, portando così ad un progressivo abbandono del pascolo a media quota.

Da un altro punto di vista, negli ultimi anni è stato riscontrato un significativo ritorno alla concezione e ideologia del passato, che vede nella malga una realtà multifunzionale. In sostanza, cresce l’interesse da parte di nuovi fruitori della montagna, come i turisti. Ciò spinge le organizzazioni a coniugare le esigenze produttive ed ambientali con quelle sociali, con tanto di soddisfazioni e riconoscimenti da parte delle politiche comunitarie.

Questa rinascita della malga nella concezione comune non risulta sufficiente però a garantire la sopravvivenza delle aziende, se non quelle che sono state capaci di intraprendere delle innovazioni sia a livello gestionale e produttivo, sia come ruolo di struttura multifunzionale.

Concludendo, oggi la malga si sta spostando verso il connubio tra il pascolo degli animali e le attività turistico-ricreative. Come in Malga Montasio, dove è possibile cimentarsi in attività di trekking e partecipare a visite guidate presso musei storici e punti di interesse botanici e faunistici. Il tutto unito alla possibilità di gustare un pasto a base di formaggio Montasio DOP, così da assaporare in soli due bocconi, il delicato Fresco e il saporito Stagionato, la storia di un prodotto fortemente legato al nostro territorio.

Malga Montasio: un viaggio attraverso i 5 sensi.

In un mondo in cui le innovazioni tecnologiche e il materialismo spingono l’uomo verso una realtà sempre più virtuale, spesso ci si dimentica che esistono luoghi autentici, come le malghe di montagna, dove è possibile connettersi con la natura e riscoprire se stessi.

Ecco che salire in Malga Montasio significa fare un’esperienza sensoriale di immersione totale in un paesaggio da favola, dove i 5 sensi vengono chiamati a prestare la massima attenzione. Come in un quadro, lo sguardo si perde tra le distese di alti faggi ed abeti, che lasciano appena intravedere il cielo attraverso i lunghi rami dove trovano riparo scoiattoli, picchi e cince, e i campi di fiori colorati, che alternano asfodeli, gigli e botton d’oro. Continuando ad osservare il paesaggio, si possono notare caprioli, cervi, camosci e stambecchi, che passeggiano tra torrenti e ruscelli. Il rumore dello scroscio dell’acqua libera la mente, prima di cedere il passo al sussurro del vento tra gli alberi. Se si ascolta il silenzio si sente come sia pieno del ronzio degli insetti, che mantengono in equilibrio l’ecosistema, garantendo la sopravvivenza dei maestosi rapaci e di numerosi altri animali. Se ci si sposta in direzione dell’alpeggio, si possono ascoltare gli inconfondibili suoni delle campane delle mucche e i loro versi durante il pascolo. E se gli animali si fanno avvicinare, una delle esperienze più belle è accarezzare il loro manto, ispido a tratti spinoso, ma fresco come la terra.

Avvicinandosi alla Malga, una folata di vento porta con sé il delicato profumo del latte appena munto, e poi quello più pungente delle forme stagionate. E giunge il momento dell’assaggio. In base alla stagionatura di Montasio scelta, il gusto cambia in un caleidoscopio di sfumature. Si passa così dal sapore soave e sottile del Montasio Fresco al gusto saporito e deciso del Mezzano e dello Stagionato, fino ad arrivare alla  nota piccante dello Stravecchio, il formaggio ideale per un palato raffinato.

 

Il Montasio DOP protagonista nel Menu delle Feste

Hai già deciso quali piatti portare in tavola durante le feste natalizie? Se sei a corto di idee, ecco due proposte gustose, ma facili da preparare, rese saporite dall’ingrediente per eccellenza: il formaggio Montasio DOP, che è un alimento non solo saporito ma anche ricco di nutrienti come il calcio e le proteine.

La prima ricetta è quella della torta salata con prosciutto e Montasio fresco a forma di albero di Natale. Si procede a stendere un rotolo di pasta sfoglia, sulla quale adagiare 150 gr di prosciutto cotto a fette e ancora sopra altri 150 gr di Montasio fresco a fette. Si arrotola poi il tutto dal lato lungo, sigillando bene i bordi. Si taglia il rotolo a fette non troppo sottili e su una carta da forno si compone con queste girelle, rivolte verso l’alto, la forma di un albero di Natale. Si spennella con uovo sbattuto, si decora l’alberello con qualche oliva nera e pomodorino, e si inforna a 180° per circa 30 minuti. Il consiglio è quello di verificare la cottura della pasta sfoglia con uno stuzzicadenti.

La seconda proposta è quella di un primo piatto raffinato e colorato, proprio del rosso che richiama il Natale. Si tratta del risotto con melograno e Montasio stagionato. Per prima cosa si prepara un trito di scalogno da far appassire in padella con abbondante olio d’oliva. Poi si aggiungono 320 gr di riso (per 4 persone) e si fa tostare, prima di aggiungere poco alla volta del brodo vegetale. Poco prima del termine della cottura, si unisce il succo di 2 melograni. Infine, a fuoco spento, si fa mantecare con 150 gr di Montasio stagionato e si serve guarnendo il piatto con qualche chicco di melograno. Non resta che augurare buon appetito e buone feste!

Natale solidale in casa Montasio insieme al Banco Alimentare FVG: donati dal Consorzio 87 chilogrammi di formaggio per le famiglie bisognose

Il fenomeno dello spreco alimentare va combattuto attraverso la collaborazione, il Consorzio di tutela del Montasio Dop si impegna da sempre su questo fronte, e quest’anno ha deciso di donare più di 87 chilogrammi di formaggio al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia. Una rimanenza che deriva da una esclusiva selezione di prodotti che saranno segnalati nella nuova edizione de “La Guida dell’Espresso” dedicata ai formaggi Dop.

“Si tratta di una quantità di formaggio pari a 29 mezze forme del nostro miglior Montasio – puntualizza il Presidente del Consorzio Valentino Pivetta – che abbiamo pensato di destinare all’Associazione non profit che opera dalla fine degli anni ’90, in tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia e parte del Veneto, per ridurre lo spreco alimentare e dare sostegno ai più bisognosi”.
I responsabili del Banco Alimentare FVG confermano infatti che porzioni significative di questi formaggi saranno destinate a diverse famiglie tra le più numerose e bisognose del territorio.

Un ringraziamento particolare va ai soci produttori del Montasio Dop come il Consorzio Agrario – Latteria di Venzone, Latteria Modolo di Roverbasso, Latteria Cooperativa Valcanale di Ugovizza, Cooperativa Lattebusche di Busche di Cesio Maggiore, Caseificio Moro di Motta di Livenza, Latteria Cooperativa di Marsure di Aviano, Latteria Cooperativa di Tarzo e Revine Lago, Latteria Cooperativa di Fontanafredda, Latteria Cooperativa Valli del Natisone di Cioìvidale, Caseificio Tre Valli di Usago di Travesio, Latteria Cooperativa di Summaga, Latteria Cooperativa di Maron di Brugnera, Associazione Allevatori FVG – MalgaMontasio, Caseificio Badin di Cimpello di Fiume Veneto, Caseificio della Savia di Basiliano e Latteria Cooperativa di Coderno.